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IALT9
Dal 2010 gli IALT scandiscono i miei periodi lavorativi come delle pietre miliari. Ogni volta torno a casa che ho imparato qualche cosa. Allo IALT9 devo ringraziare Sandro Cacciatori, che utilizza la metodologia esperienziale nel sociale.
Partendo dalla teoria di John Adair sulla Leadership, Sandro mi ha illuminato su un particolare del TeamWork.

Se per qualche motivo la squadra si muove senza un obiettivo SMART (il cerchio TASK del diagramma di Adair), il leader dovrà favorire (o forse sarebbe meglio dire “garantire”) che le persone (INDIVIDUAL) all’interno del TEAM si diano costanti feedback sul loro stato emotivo, soprattutto se le emozioni sono negative (frustrazione, confusione, delusione, ….), pena l’inevitabile scontro all’interno del team.
C’è da lavorarci …… nel frattempo, tornando a IALT, spazio alle immagini per riflettere sull’esperienza vissuta.
Siamo partiti ….
Camminarsi
Secondo il pensiero di Thoreau il vero significato di “camminare” è sapersi staccarsi completamente dai propri banali pensieri quotidiani, arrivare a guardarsi dentro di sé, a cancellare tutti i nostri pensieri, in modo da entrare in sintonia con le piante, gli animali, le pietre attorno a noi.
“Il camminatore è colui che riesce a realizzare un legame simbiotico con la natura tutta nel suo essere incontaminata e selvaggia", e che sia quindi in grado di camminarsi dentro …..
IALT camminarsi – 12 e 13 marzo 2013 – Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Mappe Mentali & CPV
Il CPV di Vicenza si dimostra sempre attento alla tematica delle Mappe Mentali. Ricordo con loro i corsi di Thiene, Portogruaro, Treviso e Belluno.
Lunedì sera, all’NH Hotel di Vicenza eravamo in 163 … (164 con me).
Ecco le slide viste assieme:
Outdoor: un’aula senza confini
Sarà stato che venerdì era una splendida giornata di sole, sarà stato che l’Abbazia di Praglia era incorniciata dagli accesi colori autunnali, ma a stare chiusi in aula non si riusciva proprio. Giusto il tempo per chiarire le caratteristiche della modalità esperienziale e poi fuori in giardino dell’Abbazia ad sperimentare Leadership, Comunicazione e Collaborazione attraverso l’esercizio del “fiume acido”.
Con Massimo, Sergio e Leonardo (e me), come facilitatori, i gruppi hanno comunicato e collaborato, ma soprattutto hanno riflettuto sulle Competenze necessarie per ottenere TeamWork. Il “fiume acido” è una della numerose “Small Tecniques” che possono essere proposte durante un percorso esperienziale. E’ un esercizio interessante perché necessita di alta interdipendenza (la performance del gruppo dipende dalle singole performance individuali), alta importanza del singolo (un individuo con la giusta idea poteva risolvere la situazione), alto livello auto-organizzativo (perché un Leader in queste condizioni fatica ad emergere).
Fondamentale poi il momento di riflessione dei gruppi e di condivisione, per chiudere il ciclo di Kolb e per dedicarsi all’ascolto di due Case History aziendali che hanno utilizzato la formazione esperienziale per lo sviluppo delle loro Risorse Umane: la Elco-Ecoflam e la Team.Ind Solutions.
Un ringraziamento a tutto lo staff Fòrema per l’ottima organizzazione, e per i più curiosi ecco le slide viste assieme:
Outdoor: un'aula senza confini
2010.10.28 Convegno Formazione Outdoor: L'ESPERIENZA DI UN AULA SENZA CONFINI
Esperienziale: Scoperta della Diversità.
Uno scambio di mail con Leonardo per la progettazione dello lo IALT3, e due chiacchere serali davanti ad una birra con Stefano, mi fanno venire in mente quando, partecipando allo IALT1 ho capito l'importanza, nella formazione esperienziale della Scoperta e della Diversità.
La quotidianità getta uno strato di apatia sui nostri sensi e, come diceva Aldous Huxley, arriviamo al punto che "l'abitudine genera l'indifferenza". Compito della formazione quindi risvegliare percezione e sensi sopiti attraverso la Scoperta, in modo da uscire dall’attività formativa e rientrare in una quotidianità diversa rispetto a quella da cui ero partito.
Compito della formazione valorizzare la Diversità delle persone, dei luoghi, delle esperienze come mezzo di Scoperta.
Allo IALT2 tutto questo è avvenuto, ed il risultato si è visto.
L'8, il 9 e il 10 ottobre si stanno avvicinando.
L’album fotografico dello IALT
Quest’anno ho decisamente abbandonato la telecamera per riscoprire il particolare della foto …
Intelligenza Emotiva (IALT 2)
Cos’è l’intelligenza emotiva ?
In parole:
L''intelligenza emotiva […] è un aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di provare emozioni, riconoscerle e viverle in modo consapevole.
Daniel Goleman esprime le cinque caratteristiche fondamentali dell’intelligenza emotiva, che ogni uomo codifica interiormente:
- Consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
- Dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
- Motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione;
- Empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto;
- Abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.
In immagini:
YourSelf Leadership 2010
Dal diario di una partecipante a YourSelf Leadership 2010:
Tutto inizia una mattina di fine maggio dove due formatori in assetto da spionaggio, due imprenditori curiosi, due manager combattivi ed un project manager imperturbabile vengono incuriositi da una frase di Confucio: ”Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” annotata su un taccuino.
Sono in un gazebo nel giardino del centro Rafting di Dimaro, in Val di Sole, seduti intorno ad un tavolo. Di fronte a loro il formatore che hanno scelto. Lo conoscono, lo stimano e per questo l’aspettativa è alta.
Ognuno di loro vuole infatti portarsi a casa qualcosa: emozioni, contenuti, spirito di gruppo, capacità di leadership, ecc.
E la frase di Confucio dice loro che perché ciò avvenga dovranno fare, provare, essere attori delle situazioni. Anche perché non possiamo pensare che un leader sia passivo!
Il formatore illustra la metodologia outdoor. Poche parole e subito un esercizio.
I partecipanti si osservano e meditano su quanto potranno essere leader migliori dopo questi due giorni.
Si preparano quindi ad affrontare un duro Orienteering in mountain bike.
Divisi in due gruppi, dotati di cartina, devono raggiungere punti di controllo chiamati “lanterne”. Vince il gruppo che ne documenta di più e in minor tempo.
Un po’ di pianificazione e poi armati di cerate, perché inizia a piovere, i partecipanti scendono velocemente la strada pronti per affrontare la prova che si rivela dura già alla prima salita per non parlare poi della scelta al bivio.
Quali abilità mettere in azione? Faccio da sola, chiedo al gruppo, mi risparmio, mi sacrifico? Il formatore e la guida ci seguono da lontano e osservano. Il debriefing seguente ci mostrerà quanto di efficace poteva essere fatto. Ognuno riflette.
Decidiamo di regalarci una cena che ci faccia sentire gruppo davvero. Gli “strumenti” saranno una chitarra e la voglia di condividere.
La mattina seguente ci vede carichi per ciò che sta per avvenire: il Rafting.
Conosciamo la nostra guida. Adam, australiano, quasi vent’anni di esperienze su gommoni in tutto il mondo. È lui che ci fa il brief. Lo ascoltiamo perché sappiamo che non sarà una passeggiata.
Ci vestiamo (muta, giubbotti, casco…) e sulle jeep ripassiamo mentalmente i comandi.
Finalmente sul gommone, remo in mano. Si parte! Il nostro formatore documenta da un catamarano cosa avviene. Se cercavamo emozioni quello è il posto giusto. Ma nessuno si lascia andare. Siamo concentrati. Adam ci guida e ci regala un momento di pura adrenalina.
Durante il debriefing ciò che viene fuori rispetto ai nostri comportamenti ci aiuta capire quanto sia impegnativo essere un buon leader.
Ancora un lavoro di gruppo e poi i saluti.
Vale la pena di vivere un’esperienza in outdoor? Si, assolutamente sì. Ciò che vissuto (facendo…) è ben impresso nella mia mente. Ho sperimentato abilità e acquisito capacità. E ho energia. Mi sono anche divertita. Quasi quasi ne faccio un’altra!
Susanna Dal Zotto
Target Outdoor
Mercoledì scorso sono stato a Trento per una giornata promozionale sulla modalità formativa Outdoor in collaborazione con Adecco e Trentino spa.
Per provare “sul campo” l’utilità della modalità esperienziale siamo corsi in giro per Trento a caccia (metaforicamente) di un fantomatico ladro, che stava organizzando la propria fuga rapinando delle banche. Si tratta di “The Target”, un gioco che “La Mosca” ci ha fatto provare con risultati formativi (e fisici) entusiasmanti.
Al rientro un interessante debriefing dove le squadre si sono confrontate sulle competenze trasversali che il gioco ha attivato, ed ecco il risultato:
Ma ora, spazio a qualche foto ….
L’Outdoor Training BarCamp
Venerdì e sabato si è svolto l’Outdoor Training BarCamp: due giornate dedicate alla formazione esperienziale. Molti gli spettatori i partecipanti (chi c’era capirà), che nelle due giornate hanno potuto provare sulla propria pelle attività “demo” di formazione esperienziale in un clima di condivisione e confronto.
Massimo ha “capitanato” i ragazzi di Esperio, Sergio ci ha fatto capire cosa vuol dire ascoltare, Leonardo è arrivato da Roma per salvarci dall’Era Glaciale ed io …. ho assistito alla creazione di una squadra di provetti scout …..
Un ringraziamento particolare a Fòrema, che ha permesso tutto ciò …. e adesso la lunga coda si sviluppa sul Ning dell’OutdoorTrainingBarCamp02.
Trovi altre fotografie come questa su OutdoorTrainingBarCamp
Sorridi, sei su Candid Camera
Tutte le tue azioni oggi vengono registrate in modo permanente. La migliore strategia è quella di sovraccaricare Google con una “lunga coda” di buone informazioni e di agire sempre come se fossimo su una candid camera. Perché in realtà ci siamo veramente.
Siamo partiti da questa considerazione di Seth Godin oggi in CPV, per una delle tappe formative del progetto “Le imprese delle donne fioriscono”, perchè fare impresa al giorno d’oggi senza curare il mondo del Web è praticamente impossibile.
Le Mappe per sintetizzare
“E se il foglio finisce ?” mi è stato chiesto durante la Pillola di formazione sulle Mappe Mentali, ieri presso la delegazione Confindustria Ovest Colli. Bella domanda, ho pensato, ed effettivamente mi sono reso conto che uno dei vantaggi di una mappa mentale è che ti permette di imparare l’arte della sintesi. In un’epoca in cui la sovrabbondanza di informazioni è un limite più che un vantaggio, saper "tagliare” il superfluo è diventata una vera e propria competenza. Come dice Antoine De Saint-Exupery (l’autore de Il Piccolo Principe): “la perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere.”
Come promesso ai partecipanti, ecco le slide viste assieme:
sopralluogo al BarCamp
Mancano una decina di giorni all’Outdoor Training BarCamp ed a quanto pare saremo numerosi. Nei giorni scorsi ho fatto un veloce sopralluogo all’Abbazia di Praglia. Devo dire che l’ambiente sarà un contesto veramente ideale …..
Pillole di Mappe Mentali
Mappe Mentali in Pillole ? Perché no ? Ieri ci siamo trovati presso la Delegazione Confindustria di Camposampiero per una veloce introduzione sulle Mappe Mentali.
Ecco le slide viste assieme …..
…. e qualche foto delle prime mappe mentali create dai partecipanti:
Prossimo appuntamento con le Mappe Mentali a Rubano il 23 marzo. per chiunque voglia invece affrontare la tematica in modo approfondito appuntamento in Fòrema il 12 e 20 aprile 2010.

