“Se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri”.
Antico proverbio Africano
Foto: IALT 2
... il Cambiamento necessario nell'Era del nanosecondo.
“Se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri”.
Antico proverbio Africano
Foto: IALT 2
Chi può dire di non aver mai giocato al “telefono senza fili” quando era un po’ più piccolo ? Come al solito il gioco per i bambini non è altro che un ottimo metodo per imparare ed allenare delle capacità e delle competenze che ci serviranno quando saremo adulti.
In un Team di lavoro la capacità di “passare le informazioni” può fare la differenza, lo sappiamo tutti. Probabilmente non è una capacità difficile, ma diventa rara quando il lavoro si fa “stressante”, quando le persone iniziano ad essere fuori dalla loro Zona di Confort. Attraverso la formazione Outdoor, una buona metafora per analizzare ed allenare questa capacità è sicuramente il Canyoning.
Il Canyoning è uno sport di squadra: le persone devono scendere un Canyon superando delle difficoltà uno alla volta e sapendo passare informazioni ed aiuto a chi gli sta davanti e a chi gli sta dietro. Una sorta di “telefono senza fili” in modalità Outdoor, appunto.
Durante il briefing tutto sembra molto logico e naturale, tutti sono d’accordo nel voler comunicare in modo efficace. Durante l’attività si può notare invece che l’intelligenza emotiva gioca un ruolo predominante, facendo dimenticare praticamente a tutti il metodo di lavoro che si era condiviso inizialmente. Così, davanti a passaggi difficili, fuori Zona Confort, ognuno pensa per sé, osservando (ma non comunicando) con chi gli sta davanti e dimenticandosi totalmente di chi gli sta dietro.
Importante poi, in fase di debriefing in aula, far emergere queste considerazioni ai partecipanti, in modo che la consapevolezza possa essere uno strumento di cambiamento individuale.
Eccomi dopo un po’ di latitanza dal blog … “purtroppo” o forse è meglio dire “per fortuna” un maggio-giugno-luglio molto ricchi di attività mi hanno tenuto un po’ impegnato.
Approfitto dell’agosto in Val di Sole per riorganizzarmi e mi accorgo di quanto oramai sia facile portarsi dietro l’ufficio ovunque. Notebook leggeri e dalla grande autonomia con chiavette UMTS permettono di essere operativi davvero ovunque. Ecco la giusta occasione per segnalare una meravigliosa presentazione PowerPoint sul tema.
Ma passiamo oltre: un’altra considerazione da fare riguarda invece la capacità di creare un ufficio veramente portatile, o meglio che stia dentro un portatile. Sicuramente la diminuzione dell’uso di carta gioca a nostro favore, ma le buone abitudini personali contano di gran lunga di più. Ed ecco quindi che mi viene in mente di quanto sia importante applicare la metodologia delle “5S”, nata negli ambienti produttivi con la “Lean Manufacturing” ma applicabilissima anche a scrivanie e computer.
In sostanza: “5S” è l’acronimo dei cinque termini con i quali si indicano, in giapponese 5 step per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro quotidiano. Ecco in estrema sintesi i 5 punti:
Volete qualche esempio di “Lean Office” ? Probabilmente lo potrete trovare qui.
La ricerca come metafora. Una caldissima Venezia è stata cornice di una splendida caccia al Ruyi. Non tutti i partecipanti lo hanno trovato, ma la ricerca è stata proficua perché per le calli ed i ponti abbiamo incontrato la capacità di risolvere problemi, l’apprendimento rapido, la capacità di lavorare in Team ed anche la Leadership … che nel bene o nel male ci accompagna sempre.
Quest’anno ho decisamente abbandonato la telecamera per riscoprire il particolare della foto …
La formazione è un luogo di incontro e di scontro fra saperi differenti.
Il primo passo che devi fare se vuoi essere una persona di successo è decidere che tipo di persona vuoi essere. Esistono 3 tipi di persone:
coloro che fanno accadere le cose;
coloro che guardano accadere le cose;
e coloro che si meravigliano di ciò che accade.
- John M. Capozzi
Cos’è l’intelligenza emotiva ?
In parole:
L''intelligenza emotiva […] è un aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di provare emozioni, riconoscerle e viverle in modo consapevole.
Daniel Goleman esprime le cinque caratteristiche fondamentali dell’intelligenza emotiva, che ogni uomo codifica interiormente:
In immagini:
Ingredienti necessari:
Preparazione:
Invitare i 50 partecipanti nell’aula didattica a Platea. “Riscaldare” l’atmosfera e ravvivare l’attenzione con giochi sull’ascolto e sui rumori. Servire la teoria base sulle Mappe Mentali in modalità interattiva chiedendo ai partecipanti di sviluppare la loro prima Mappa Mentale sui fogli A4 e con le 3 penne colorate.
Trasferito il contenuto invitare i partecipanti al seguente lavoro in 10 sottogruppi: analizzare e sintetizzare l’estratto del manuale tecnico in una Mappa Mentale di gruppo utilizzando i fogli per lavagna mobile ed i pennarelloni colorati. Condire con confronto e condivisione.
Ritornati nell’aula a platea lasciare che ogni gruppo restituisca la propria interpretazione sotto forma di Mappa Mentale agli altri sottogruppi.
Chiudere con ringraziamenti ed arrivederci al prossimo incontro sul Decision Making ……
Dal diario di una partecipante a YourSelf Leadership 2010:
Tutto inizia una mattina di fine maggio dove due formatori in assetto da spionaggio, due imprenditori curiosi, due manager combattivi ed un project manager imperturbabile vengono incuriositi da una frase di Confucio: ”Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” annotata su un taccuino.
Sono in un gazebo nel giardino del centro Rafting di Dimaro, in Val di Sole, seduti intorno ad un tavolo. Di fronte a loro il formatore che hanno scelto. Lo conoscono, lo stimano e per questo l’aspettativa è alta.
Ognuno di loro vuole infatti portarsi a casa qualcosa: emozioni, contenuti, spirito di gruppo, capacità di leadership, ecc.
E la frase di Confucio dice loro che perché ciò avvenga dovranno fare, provare, essere attori delle situazioni. Anche perché non possiamo pensare che un leader sia passivo!
Il formatore illustra la metodologia outdoor. Poche parole e subito un esercizio.
I partecipanti si osservano e meditano su quanto potranno essere leader migliori dopo questi due giorni.
Si preparano quindi ad affrontare un duro Orienteering in mountain bike.
Divisi in due gruppi, dotati di cartina, devono raggiungere punti di controllo chiamati “lanterne”. Vince il gruppo che ne documenta di più e in minor tempo.
Un po’ di pianificazione e poi armati di cerate, perché inizia a piovere, i partecipanti scendono velocemente la strada pronti per affrontare la prova che si rivela dura già alla prima salita per non parlare poi della scelta al bivio.
Quali abilità mettere in azione? Faccio da sola, chiedo al gruppo, mi risparmio, mi sacrifico? Il formatore e la guida ci seguono da lontano e osservano. Il debriefing seguente ci mostrerà quanto di efficace poteva essere fatto. Ognuno riflette.
Decidiamo di regalarci una cena che ci faccia sentire gruppo davvero. Gli “strumenti” saranno una chitarra e la voglia di condividere.
La mattina seguente ci vede carichi per ciò che sta per avvenire: il Rafting.
Conosciamo la nostra guida. Adam, australiano, quasi vent’anni di esperienze su gommoni in tutto il mondo. È lui che ci fa il brief. Lo ascoltiamo perché sappiamo che non sarà una passeggiata.
Ci vestiamo (muta, giubbotti, casco…) e sulle jeep ripassiamo mentalmente i comandi.
Finalmente sul gommone, remo in mano. Si parte! Il nostro formatore documenta da un catamarano cosa avviene. Se cercavamo emozioni quello è il posto giusto. Ma nessuno si lascia andare. Siamo concentrati. Adam ci guida e ci regala un momento di pura adrenalina.
Durante il debriefing ciò che viene fuori rispetto ai nostri comportamenti ci aiuta capire quanto sia impegnativo essere un buon leader.
Ancora un lavoro di gruppo e poi i saluti.
Vale la pena di vivere un’esperienza in outdoor? Si, assolutamente sì. Ciò che vissuto (facendo…) è ben impresso nella mia mente. Ho sperimentato abilità e acquisito capacità. E ho energia. Mi sono anche divertita. Quasi quasi ne faccio un’altra!
Susanna Dal Zotto