... il Cambiamento necessario nell'Era del nanosecondo.

domenica 7 febbraio 2010

Orientarsi tra le slide

A furia di seguire il blog di Giacomo Mason, sto iniziando a fare delle slide che iniziano a piacermi ( … ma non ancora del tutto).

Nelle prossime due settimane terrò tre interventi su come domare le e-mail e gestire il tempo con Microsoft Outlook; ero quindi alle prese con le slide degli incontri e devo dire che la domenica è perfetta per “tagliare e cucire” foto e testo (soprattutto dopo una bella corsa in MTB). Ecco il risultato:

In queste slide ho implementato due “funzioni” (se così si possono chiamare) che ritengo importanti:

  1. una “barra di posizione”: alla base delle slide la numerazione progressiva delle slide con evidenziato il numero della slide proiettata. L'obiettivo perseguito è che i partecipanti sappiano sempre a che punto siamo della presentazione ed ottengano una migliore percezione del “percorso logico”.
  2. dovendo spiegare nel dettaglio un elenco di punti (nel mio caso le regole della slide n° 8 e poi della slide 32) mi sono accorto che le slide di approfondimento di ogni punto rischiavano di far perdere l’orientamento ai partecipanti. Cerco di spiegarmi meglio: in una slide c’è un elenco di punti, nelle successive gli approfondimenti. Quando finisce l’approfondimento del 1° punto e dove inizia il 2°? Dove inizia il 3° ? … e così via. Ho pensato quindi di usare un’altra “barra di posizione” numerata (la si vedrà sul bordo sinistro della slide), con evidenziato il numero del punto che sto approfondendo.

Sono curioso di testarle ……

La produttività di Hemingway

In un momento di completa Serendipity mi sono imbattuto nel bel blog di Andrea Giuliodori ricco di Post veramente interessanti e scritti bene.
Tra i tanti mi sono fermato su un post dal titolo “La produttività personale secondo Hemingway”. Sarà che Hemingway è uno dei miei autori preferiti …. (amo Fiesta tanto quanto On the Road di Kerouac) ma la citazione in cui Hemingway descrive come coltivava la propria produttività di scrittore è veramente interessante:
F4B4288DF00F4FCB907ECFF0B82C10ED2[1] “Il miglior modo [per evitare il blocco dello scrittore] è quello di fermarsi quando tutto va bene, quando sai esattamente quale sarà il passo successivo. Se fai questo ogni giorno, non ti bloccherai mai. Fermati sempre quando tutto va bene e non pensarci o preoccuparti finché non ricominci a scrivere il giorno successivo. In questo modo il tuo subconscio lavorerà per te, senza che tu te ne accorga. Ma se inizi a pensarci consciamente o a preoccuparti, sarà la fine e il tuo cervello sarà già stanco ancor prima di iniziare.”
Ernest Hemingway.
Concordo con tutto quello che dice Andrea in merito alla ToDo List, alla “Prossima Azione” del metodo GTD, ed alle altre sue considerazioni. Personalmente aggiungo una cosa: la mia produttività rimane alta se rispetto contemporaneamente queste situazioni:

  • mi fermo quando il mio cervello è ancora produttivo, quando non è ancora “cotto” (quanto tutto va bene, secondo Hemingway);

  • chiudo la mia ToDo List giornaliera spostando ai prossimi giorni quello che non ho fatto;

  • controllo con attenzione la ToDo List di domani: decido la “scaletta” (= priorità) e sposto a giorni successivi eventuali Attività che il giorno dopo non sono prioritarie o che so già non farò in tempo a fare.

venerdì 29 gennaio 2010

Team Building Lab.

Collage

 

Oggi giornata di Laboratorio sul Team Building con Forema. Casa Marina si dimostra una Location formidabile anche nel contesto invernale: certe dinamiche personali sono sicuramente facilitate da una componente naturale sempre meravigliosa.

Ecco, per tutti i partecipanti, le slide viste assieme ed anche qualche foto sul gioco esperienziale del “castello di carte”:

 

 

Infine una considerazione di aspetto formativo: ho provato ad applicare la “Johari Window” attraverso un gioco esperienziale. Gli step dell’esercizio sono tre:

1. un volontario nel gruppo ha una lista di 19 Competenze Trasversali: ne deve scegliere 5 che secondo lui gli appartengono;

2. Anche gli altri membri del gruppo dispongono della stessa lista; ognuno sceglie 5 Competenze che descrivono il soggetto interessato.

3. Il moderatore attacca sul modello JW gli aggettivi.

Gli aggettivi dovranno essere così sistemati:

1. ARENA: aggettivi in comune tra soggetto interessato e gli altri membri del gruppo;

2. APPARENZA: aggettivi scelti solo dal soggetto interessato;

3. PUNTO CIECO: aggettivi scelti solo dai partecipanti;

4. SCONOSCIUTO: tutti gli altri aggettivi.

Il risultato ed il conseguente dibattito è decisamente interessante ….

giovedì 28 gennaio 2010

Conoscersi e farsi conoscere: the Johari Window

Mentre preparo un’attività di Team Building di domani, colgo l’occasione di rispolverare uno strumento che ritengo molto utile ed interessante per lo Sviluppo Individuale: la “Johari Window”. Una delle chiavi di efficienza ed efficacia (sia che si lavori in un Team sia che si lavori con collaboratori esterni) è conoscere sé stessi e farsi conoscere. Conoscersi bene permette di condividere con altri importanti informazioni per migliorare il livello comunicativo e quindi il livello relazionale. La “Johari Window” permette di raggiungere una migliore consapevolezza nei propri confronti. La “finestra” (o schema, o matrice ….) è stata creata da Joseph Luft e da Harry Ingham nel 1955 (Joseph+Harry = Johary).

La finestra di Johari si divide in 4 quadranti:
Johari01 1. ARENA: quello che gli altri conoscono di te e che anche tu conosci molto bene (nome, aspetto, e tutto ciò che voi rendete pubblico);
2. PUNTO CIECO: quello che gli altri conoscono di te, ma che tu non conosci di te stesso (ad esempio modi e maniere, le sensazioni degli altri nei vostri confronti);
3. APPARENZA: quello che tu conosci di te, ma che per gli altri è sconosciuto;
4.  SCONOSCIUTO: tutto quello che né te né gli altri conoscono.

Johari02Ogni persona dovrebbe fare in modo di aumentare la superficie dell’”Arena” a discapito del “Punto cieco” e dell’”Apparenza”. Maggiore è la conoscenza tra te e gli altri, migliore è la comunicazione nella stessa “lunghezza d’onda”.

Le due migliori competenze per per aumentare l’”Arena” sono la capacità di FeedBack (per venire a conoscenza di ciò che non conosco di me stesso) e la capacità di Trasparenza attraverso il dialogo o le azioni (per fare in modo che gli altri conoscano molto di me).

martedì 19 gennaio 2010

Dieta ipoinformativa

Collage di Picnik

La scorsa settimana mi sono immerso in una vacanza al caldo ed ho voluto fare un esperimento: dopo (penso) 10 anni circa sono rimasto “isolato” da qualsiasi tipo di comunicazione. Ho spento il cellulare per una settimana e non mi sono mai collegato ad internet per navigare o controllare le e-mail.

Riflessioni a caldo: l’essere sempre online mi tiene troppo attaccato alla operatività quotidiana distraendomi o addirittura non permettendomi di alzare il pensiero ad un livello più alto … più “strategico”. Quindi penso che in futuro inserirò volutamente delle giornate di dieta ipoinformativa all’interno del calendario lavorativo.

Qualche numero: dopo una settimana ho scaricato 167 e-mail di cui 28 sono finiti direttamente nell’indesiderata. Ho poi analizzato i 139 “sani”: quelli veramente importanti su cui lavorare sono risultati 24.

Pillole di Personal Branding

Poche ore fa si è svolta la Pillola di Formazione sul Personal Branding presso la Delegazione Piovese della Confindustria Padova. Come promesso ai partecipanti ecco le slide viste assieme:

Penso che la considerazione più importante emersa durante l’analisi fatta con i partecipanti all’evento sia stata che oramai sono poche le figure che possono ignorare il proprio brand online. Le aziende devono sicuramente dedicare delle risorse all’ascolto della propria reputazione sul web, per poi passare ad un’analisi ed allo sviluppo del brand così come le figure dei professionisti.

A proposito di aziende in ascolto: Barbara ci parlava del caso Microsoft e del problema di Explorer “bandito” dai governi francesi e tedeschi. Ecco qui un articolo con qualche informazione interessante.

Prossimo appuntamento con il Personal Branding durante il seminario del 9 e 16 febbraio 2010 (qui l’estratto del Catalogo Forema).

domenica 10 gennaio 2010

Come iniziare bene un nuovo Anno

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sabato 9 gennaio 2010

Pillole di formazione 2010: Personal Branding

PersonalBranding Ritornano le Pillole di Formazione alla Confindustria Padova, quest’anno ricche di novità. Il programma infatti si “allarga” sia in termini di incontri, sia in termini di sedi. Tutte le Pillole dell’anno scorso si sono svolte presso la Delegazione Ovest Colli; quest’anno invece le Pillole saranno distribuite anche sulle altre Delegazioni della Confindustria. Obiettivo: essere più vicini alle realtà locali.

Personalmente sarò impegnato in 6 incontri, il primo dei quali sarà a Piove di Sacco martedì 19 gennaio: parleremo di Personal Branding. Se qualcuno è interessato può scaricare qui il format dell’evento.

Qui invece il programma delle Pillole 2010 in fase “Beta” (sono pronti tutti i format degli eventi di gennaio, quelli dei prossimi mesi verranno “upgradati” a tempo debito).

Mappe Mentali e Time Management

Map1 Passiamo al secondo Post, anche qui parto da una lettura dal mio Feed Reader. Leggo su MindMappingSoftwareBlog come un software di MindMapping aiuti a risparmiare tempo. Tutto corretto, anche se personalmente non mi limiterei a pensare all’uso di un software, ma allargherei il concetto all’uso delle mappe mentali. Intitolerei quindi “Come le Mappe Mentali aumentano efficacia ed efficienza (anche in termini di tempo)”.

Riepilogando (ed anche qui adattando):

1. Acquisire velocemente una chiara visione delle questioni importanti;

2. Organizzazione e gestione dei progetti (Project Management);

3. Aiuto in situazioni di Problem Solving;

4. Organizzazione e gestione delle riunioni;

5. Preparazione di report, proposte, presentazioni;

6. Aiuto in situazioni di Decision Making;

7. Ottimo strumento per aumentare il livello di collaborazione con il Team di lavoro;

8. Organizzazione delle informazioni in fase di ricerca.

Rispetto all’elenco del Post citato aggiungerei tre voci che ho utilizzato in questi giorni:

9. Stesura del Piano d’Azione del Goal Settings annuale;

10. Preparazione di una giornata di formazione;

11. ToDo List di cosa mettere in valigia …….

Cambiare abitudini

2819759598_67b36cb3c4[1] Visto che mi “assento” per una settimana di ferie, ne approfitto per pubblicare un paio di Post. Partiamo dal primo …

Interessante l’articolo su Lifehacker “Use the Six Changes Method to Adopt New Habits in 2010”. riepilogando (ed adattando …) in italiano:

0. scegli 6 nuove abitudini per il nuovo anno (2010);

0. parti con la prima delle 6 (ogni nuova abitudine richiede 2 mesi di lavoro);

1. dichiara ad altre persone che hai intenzione di assumere la nuova abitudine; (a proposito: sto provando dontbreakthechain .. ma ne parliamo in un altro post);

2. spezza la nuova abitudine in 8 piccoli step. (ad esempio se voglio prendere l’abitudine di fare ogni giorno16 flessioni, il primo step sarà di fare 2 flessioni).

3. scegli un evento abitudinario al quale agganciare la nuova abitudine. Ad esempio, se ti lavi i denti ogni mattina, fai le flessioni prima di lavarti i denti.

4. esegui il 1° step molto facile per una settimana. Alla fine pubblicizza il tuo successo.

5. ogni settimana passate allo step successivo. probabilmente vorreste passare direttamente a step più difficili. meglio non farlo, stai creando una nuova abitudine. Completa la sequenza degli 8 step nei primi due mesi.

6. alla fine dei due mesi hai una nuova abitudine. ora inizia dal punto 1 con la nuova abitudine n° 2 dell’anno.