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SketchNote

Quando durante le ferie di Natale ho studiato “The Sketchnote Handbook” di Mike Rohde ho trovato finalmente la soluzione a molte problematiche che l’uso delle Mappe Mentali non aveva risolto. Ma andiamo con ordine, e rispondiamo a qualche domanda.

The SketchNote's "The SketchNote Handbook"

Cosa sono ? Definirei le SketchNote come una “metodologia di scrittura grafica”. Parlerei di “metodologia” perché Mike Rohde ha delineato un chiaro e preciso metodo per la loro realizzazione. Si tratta poi di scrittura, ma decisamente “grafica” per come viene realizzata.

Come sono fatte ? Direi che le SketchNote sono un mix di scrittura e di elementi grafici, che possono rientrare in un elenco ben definito di modelli (ed in questo senso le Mappe Mentali possono essere considerate come un “sottoinsieme” delle SketchNote).

A cosa servono ? Qui viene il bello, perché secondo me sono uno strumento che può trovare applicazione in moltissime situazioni quotidiane, come ad esempio:

  • Prendere appunti;
  • Riassumere libri, testi, documenti (l’immagine qui sopra è il mio riassunto del testo di Mike Rohde);
  • Studiare;
  • Memorizzare;
  • Apprendere, comprendere, dedurre ….
  • Creare (momenti di idee, brainstorming, creatività, …);
  • Facilitare la comprensione degli altri (facilitazione visuale durante attività formative o riunioni);

Esempi ? Nulla di più facile, basta dare un’occhiata al gruppo creato da Mike Rohde su Flickr a questo link.

Vantaggi ? Direi che i vantaggi maggiori che trovo nell’uso delle SketchNote sono:

  • allenano le nostre Competenze di Sintesi ed Analisi;
  • ci permettono velocità nella scrittura;
  • favoriscono la concentrazione;
  • direi che sono addirittura “rilassanti”;
  • aiutano a sviluppare le capacità di induzione (dal particolare al generale) e di deduzione (dal generale al particolare);
  • forniscono una “visione dall’alto”, una “overview”;
  • allenano le nostre Competenze di Fantasia e Creatività (attraverso il disegno, e questo mi ricorda molto “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards.

Approfondimenti ? per chiunque sia interessato ecco qui qualche approfondimento:

·

Concludendo una piccola recensione del testo di Mike Rohde: scritto completamente con la tecnica delle sketchnote risulta rapido, veloce ed efficace. Ha un grande vantaggio (soprattutto rispetto ai numerosi manuali sulle Mappe Mentali in commercio): non perde molto tempo nel “celebrare” le SketchNote, ma fornisce le conoscenze necessarie per passare subito all’azione. Riesce addirittura ad insegnare come disegnare qualsiasi cosa usando 5 elementi grafici “base” (cerchio, quadrato, triangolo, linea e punto). A questo link potete vedere qualche capitolo in anteprima. Consigliatissimo …….

domenica 3 febbraio 2013

Deming vs. Kolb

Chi vive nel mondo della qualità e del miglioramento continuo conosce sicuramente il Ciclo di Deming , mentre chi lavora nel mondo della formazione esperienziale e dell’apprendimento conosce molto bene il Ciclo di Kolb.

Sinceramente non ho idea se il signor David Kolb (1939) ed il signor Edwards Deming (1900 – 1993) si siano mai incontrati confrontando le loro idee. Fatto sta che i due modelli da loro proposti offrono, secondo il mio punto di vista, punti molto simili.

Prima ripassiamo velocemente i due cicli, partiamo dal ciclo di Deming:

image

PLAN è la fase del pensiero: Pensa, Prevedi, Pianifica.

DO fase dedicata all’azione: agisci mettendo in pratica ciò che hai Pensato, Previsto e Pianificato.

CHECK fase del controllo: analizza come si è svolta l’azione suddividendo gli Errori e le azioni corrette.

ACT fase del miglioramento: inserisci delle azioni di correzione affincè gli errori non avvengano più e standardizza tutte le azioni corrette.

Il ciclo di Kolb:

ESPERIENZA: le persone vivono delle esperienze e le percepiscono attraverso i 5 sensi e lo stato imageEmozionale;

RIFLESSIONE: perchè nasca l’apprendimento l’individuo deve dedicare del tempo alla riflessione, ponendosi domande su come si sono svolte le cose, come le ha percepite, ….

CONCETTUALIZZAZIONE: dalla riflessione, attraverso un’azione di astrazione e di sintesi, l’individuo può estrarre dei Concetti che possano essere applicati alla prossima esperienza similare.

SPERIMENTAZIONE: l’individuo progetta e testa i Concetti sintetizzati in una nuova Esperienza, ed il ciclo riparte …

Sicuramente la differenza fondamentale tra i due cicli sono il punto di partenza: Deming parte dalla progettazione (PLAN), mentre Kolb mette in prima posizione l’Esperienza (quella che Deming chiama DO).

image

La differenza di approccio è sostanziale: per Deming l’azione è pensata e progettata, mentre per Kolb sembra che l’esperienza arrivi senza grandi pianificazioni.

Entrambi però sottolineano l’importanza del Pensiero dopo l’Azione: il Check di Deming corrisponde alla Riflessione di Kolb. Quali sono le cose andate bene ? Che emozioni ho provato ? Quali errori e quali imprevisti ?

L’output della fase riflessiva porta, secondo Kolb, alla creazione di Concetti, che non sono poi lontani dalle azioni correttive e di standardizzazione di Deming.

Infine la progettazione della prossima esperienza, il Plan per Deming e la Sperimentazione per Kolb, dove l’individuo progetta come applicare i Concetti o le azioni correttive.

A questo punto la domanda a cui rispondere diventa: che differenza c’è tra il miglioramento continuo (Deming) e l’apprendimento (Kolb) ? Forse nessuna, visto che apprendere cose nuove significa sicuramente migliorare ….

Slide Vs. Flip Chart

La lettura del Post di Luca Baiguini sul “visual thinking” mi ha fatto venire in mente un’attività Outdoor svolta in settembre di quest’anno. Tra i partecipanti al progetto ho avuto la fortuna di avere Carlo Manara disegnatore tecnico per la sua azienda ma fumettista per il mondo dei blog. Ho subito pensato di “sfruttare” la sua bravura nel disegno e di sostituirlo alle slide di PowerPoint. Gli ho affidato così il ruolo di “proiettore virtuale”, l’ho “piazzato” alla lavagna a fogli mobili armandolo di pennarelli e gli ho chiesto di scrivere le parole chiave del mio briefing e di associare a tali parole le immagini che gli venivano in mente.

L’effetto è stato stupefacente, tutte le persone in aula (io compreso) eravamo “catturati” dalle sue interpretazioni: Carlo creava delle associazioni “paradossali” tra le parole e le immagini e più “paradossali” erano e più sono ancora presenti nella mia memoria.

L’unico rammarico in tutto questo, è di non possedere la “mano” di disegnatore come quella di Carlo, e di non poter quindi gestire la maggior parte delle attività in aula con questo supporto visivo.

Qualcosa però penso si possa fare, e proprio su consiglio di Carlo, ho acquistato “Disegnare con la parte destra del cervello”, libro a cui dedicherò tutta la mia attenzione (ed esercizio) durante le prossime festività Natalizie.

Quindi, obiettivo per il 2011, potrebbe essere “Back to the Flip chart”, come dice Luca.

Orientarsi tra le slide

A furia di seguire il blog di Giacomo Mason, sto iniziando a fare delle slide che iniziano a piacermi ( … ma non ancora del tutto).
Nelle prossime due settimane terrò tre interventi su come domare le e-mail e gestire il tempo con Microsoft Outlook; ero quindi alle prese con le slide degli incontri e devo dire che la domenica è perfetta per “tagliare e cucire” foto e testo (soprattutto dopo una bella corsa in MTB). Ecco il risultato:
In queste slide ho implementato due “funzioni” (se così si possono chiamare) che ritengo importanti:

  1. una “barra di posizione”: alla base delle slide la numerazione progressiva delle slide con evidenziato il numero della slide proiettata. L'obiettivo perseguito è che i partecipanti sappiano sempre a che punto siamo della presentazione ed ottengano una migliore percezione del “percorso logico”.

  2. dovendo spiegare nel dettaglio un elenco di punti (nel mio caso le regole della slide n° 8 e poi della slide 32) mi sono accorto che le slide di approfondimento di ogni punto rischiavano di far perdere l’orientamento ai partecipanti. Cerco di spiegarmi meglio: in una slide c’è un elenco di punti, nelle successive gli approfondimenti. Quando finisce l’approfondimento del 1° punto e dove inizia il 2°? Dove inizia il 3° ? … e così via. Ho pensato quindi di usare un’altra “barra di posizione” numerata (la si vedrà sul bordo sinistro della slide), con evidenziato il numero del punto che sto approfondendo.
Sono curioso di testarle ……
domenica 7 febbraio 2010

Prestazioni tecnologiche

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La tecnologia è entrata di prepotenza nella nostra vita, sia lavorativa che privata. Nel lavoro, in particolar modo, l’uso di strumenti tecnologici è oramai dato per scontato. Ma non sempre la tecnologia permette un miglioramento delle prestazioni lavorative (interessanti a questo proposito le teorie del Paradosso della produttività). Personalmente non nascondo una forte passione e un interesse notevole nei confronti della tecnologia: la mia opinione è che gli strumenti I.T. siano degli “amplificatori”. Ma cosa “amplificano” ? Dipende dalla Risorsa Umana che sta dietro allo strumento: possono essere amplificate competenze, ma anche incompetenze. Penso sempre alle scrivanie di lavoro: la persona ha un buon metodo ? La tecnologia lo assiste e gli permette di amplificare ordine, controllo e performance. La persona non ha un buon metodo di lavoro ? La tecnologia amplifica disordine, inefficacia ed inefficienza.
Ed ora il contenuto: strano a dirsi ma bisogna dedicare un po’ di attenzione al mantenimento delle prestazioni tecnologiche. Mi riferisco in particolar modo ai computer che usiamo quotidianamente: come tutti avranno notato con il passare del tempo e dell’uso tutti i computer scendono di prestazioni. E’ normale: l’installazione, l’utilizzo di programmi, l’appesantimento dell’Hard Disk …. tutto contribuisce ad un naturale decadimento delle prestazioni. Quando compriamo un computer nuovo funziona velocissimo , dopo un anno di lavoro ci mette 6 minuti solo per accendersi e non rimane che ri-formattare. Ma il ripristino di una macchina richiede competenze tecnologiche (che a volte non abbiamo), e molto tempo (dire almeno 1 o due giornate … se siamo stati diligenti a salvare tutti i documenti, abbiamo tutti i dischi di installazione a portata di mano senza parlare delle password o dei Preferiti del browser).
Mi sono imbattuto in un interessante articolo di Lifehacker che spiega i motivi per cui un sistema Windows decade di prestazioni. Alla fine dell’articolo un interessante elenco di consigli da seguire per mantenere il più possibile elevate le prestazioni di un computer e dover ricorrere alla ri-formattazione il meno possibile.
Consigliato:

1. installare solo le applicazioni i cui abbiamo veramente bisogno;


2. prediligere il più possibile applicazioni “portabili” (tutti quegli eseguibili che non necessitano di installazione);


3. utilizzare software “Cloud” (disponibili via Web come applicazioni da browser);


4. installare ed utilizzare una macchina virtuale dove installare tutti i software di basso utilizzo o i software che vogliamo testare (come ad esempio Virtual PC, Virtualbox, WMWare, ….)


Sconsigliato:

1. evitare di installare i Plug-In di Explorer;


2. non utilizzare più di un Antivirus alla volta;


3. evitare tutti i software che promettono di “rendere il tuo computer più veloce “ o “la tua RAM più libera”;


4. evitare i software Registry cleaners;


martedì 29 dicembre 2009

Qr Code

qr code luigi  Questo strano quadratino è l'erede intelligente del codice a barre.
Il Qr è il tramite tra il mondo cartaceo e quello multimediale di internet: se lo si inquadra con l’obiettivo del cellulare il codice Qr, che è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida), permette di collegarsi a pagine web preparate per approfondire l’argomento a cui è legato. Inoltre il codice Qr può contenere fino a 4.296 caratteri di testo, che non è detto debba essere necessariamente una stringa URL. Potrebbe essere usato ad esempio per memorizzare numeri di telefono, codici, intere frasi di testo.
Questo codice è già diventato di uso comune in Svezia e Danimarca, lo si può vedere a Tokyo, a New York, a Londra e a Parigi. Le prime a cogliere l’opportunità offerta da questo codice sono state le multinazionali: Ikea, Pepsi, Ibm. I codici Qr sono sui manifesti pubblicitari, etichette di abbigliamento e prodotti alimentari, inserzioni, biglietti da visita e quant'altro. Per approfondimenti ....... Wikipedia !

Google Wave


Pochi giorni fa, grazie ad Alberto di BananAffair.it, ho potuto entrare in Google Wave. Sono molto interessato agli sviluppi degli strumenti di comunicazione, in quanto rivestono un importante ruolo nella produttività individuale, ed ero ansioso di vedere e testare quello che dicono possa essere l'evoluzione dell'e-mail.
Non penso di poter dire molto di più di quello che già gira in rete, ma una considerazione per me è importante: in Google Wave l'informazione torna ad essere centralizzata. Uno dei grossi problemi dell'e-mail è che "sparpaglia" le informazioni tra client senza generare una vera conoscenza, anzi generando proprio il caos e l'information overload. Con Wave la "conversazione" viene organizzata in un contenitore (appunto un "Wave") dove possono trovare posto non solo gli scambi di testo, ma anche file & documenti. Il tutto con una comoda funzione di "Playback" che consente di andare avanti e indietro nello sviluppo temporale della conversazione proprio come se fosse una traccia video ....
Grande dubbio: potrà avere un uso Business ? Le aziende permetteranno che si discuta su una piattaforma non proprietaria di argomenti aziendali ? Staremo a vedere .....
sabato 28 novembre 2009

nuovi modelli di comunic@zione

L’e-mail è uno strumento molto potente, usato con competenza crea efficaci comunic@zioni, usato male crea information overload. Nella gestione della conoscenza l’architettura dell’e-mail è decisamente pericolosa perchè tende a “sparpagliare” le informazioni tra i client degli utenti creando spesso ridondanza (vedi l’uso indiscriminato del Cc) e bassa efficienza. Negli ultimi anni si è assistito sicuramente ad un ritorno alla centralità (strumenti come SharePoint ne sono l’esempio più concreto).
Sicuramente c’è da lavorare molto sulla competenza delle persone (passare da una cultura dell’e-mail ad una cultura di forum o discussioni non è facile … e neppure breve), ma sembrerebbe che Google stia per fornirci di uno strumento proprio in linea con questa tendenza:

Mi viene il dubbio che poi le aziende ne bloccheranno l’uso ai propri dipendenti per ragioni di privacy. Staremo a vedere.

Un grazie a BananAffair per la traduzione del video.

Cloud To Do List

to-do-list L’On The Job è una modalità formativa che mi permette di affiancare le persone nel loro reale contesto lavorativo. Una delle cose che mi lascia sempre stupito nelle sessioni di Time Management è la scarsa propensione delle persone a stilare e definire una To Do List quotidiana scritta. Quando chiedo il motivo di questa mancanza le classiche risposte sono:

  • “è inutile scrivere una lista: non riuscirei a seguirla a causa delle richieste degli altri”
  • “non mi serve scriverla: ce l’ho in testa”
  • “ho provato: ma la sera avevo fatto tutt’altro”
  • “la mia to do list è rappresentata dalle e-mail in Posta in Arrivo”

Inutile dire che le risposte rappresentano facili alibi: l’efficacia e l’efficienza non sono caratteristiche diffuse.

Anche se ritengo la miglior To Do List quella realizzata con carta e penna, consiglio di provare ad utilizzare anche degli strumenti informatici. Da segnalare il “classico” Remember The Milk, o le Attività di GMail ….

Segnalo inoltre una interessante applicazione disponibile sia in versione software da installare, sia in versione Cloud: PhiToDo. I punti di forza sono:

  1. organizzazione delle Attività in Progetti (come il Project Management insegna ……);
  2. possibilità di condividere progetti con terzi;
  3. possibilità di organizzare le visualizzazione per Progetti ma anche per Giorno;
  4. timer per registrare la durata dei Task;
  5. interfaccia veramente LightWeight;

Vendite, forecast, Excel & Co.

Excel 2007 Segnalo un interessante pagina di autoformazione sull’uso dei Excel nel campo delle vendite. Nello specifico attraverso l’uso delle Tabelle Pivot le analisi possono permettere di :

  • Garantire un efficace monitoraggio dei risultati raggiunti rispetto a quelli prefissati, se parliamo di budget.
  • Consolidare i dati per tipologia di servizio, cliente, area geografica, venditore, orizzonte temporale.
  • Verificare i trend di crescita.
  • Costruire delle basi per predisporre forecasting.
  • Costruire statistiche.

Sempre nella stessa pagina il link per scaricare un interessante e-book sulla tematica.

mercoledì 28 ottobre 2009

Business Plan

images Segnalo due risorse sulla tematica del Business Plan: una pagina di approfondimento su Microsoft PMI e un modello di PowerPoint per la relativa presentazione aziendale.

Penso possano essere utili ai ragazzi dell’Intraprendi di Thiene.

mercoledì 14 ottobre 2009

TeamWork 2.0

  TeamWork2punto0

Fa riflettere che nella versione italiana di Wikipedia non ci sia la parola “TeamWork”, mentre la si trovi nella versione inglese. Sicuramente la cultura lavorativa anglosassone è storicamente più orientata al lavoro di gruppo, rispetto alla nostra latina che privilegia maggiormente le individualità. Traducendo quindi dall’inglese, il TeamWork è definito come “un’azione congiunta di due o più persone, in cui ogni persona contribuisce con competenze diverse esprimendo interessi ed opinioni individuali verso l'unità e l'efficienza del gruppo, al fine di perseguire obiettivi comuni”.

Internet e l’odierna Era del Web 2.0 forniscono agli utenti un ampio numero di strumenti abilitanti al TeamWork (peering, condivisione, collaborazione). Ma da soli, gli strumenti non sono sufficienti: è necessario che l’individuo sia portatore anche di una specifica cultura e di specifiche conoscenze.

Si svolgerà presso Forema Padova, nelle date del 22 settembre e del 5 ottobre 2009, TeamWork 2.0: un seminario “esperenziale” dai seguenti obiettivi:

  • Identificare e sviluppare le nuove competenze trasversali necessarie alle R.U. per il Teamwork 2.0;
  • Analisi dei principi e dei metodi del TeamWork;
  • La comunic@zione nell’era di Internet;
  • Strumenti 2.0 per il TeamWork in azienda.

Il seminario si svolgerà in modalità blended, creando un mix tra la una fase di aula, in cui verrà diffuso il contenuto formativo, e una fase esperienziale in cui i partecipanti verranno chiamati a simulare un gruppo di lavoro ed a realizzare un progetto attraverso l’uso delle metodologie e degli strumenti proposti.

La brochure è scaricabile al seguente link.

La pagina di presentazione del Forema è al seguente link.

Una mappa per le mappe mentali

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Da evidenziare questo bel post che raggruppa in una mappa mentale tutti i software disponibili per realizzare le mappe mentali.

I Topic principali in cui è divisa la mappa sono gli OS disponibili (Winows, Mac, Linux, …..).

venerdì 21 agosto 2009

Valore aggiunto nel modello a Network

 

Leggendo Sfruttare i forum per le attività di SEO rifletto sul precario equilibrio tra uno “spammer” ed una persona che “contribuisce”. La risposta è chiara e semplice, basta leggere Leadership e network di Luca Baiguini.

Domare le e-mail

Come consuetudine, ecco le slide viste assieme durante l’incontro di martedì scorso tenuto da Andrea Dallan:

Colgo l’occasione per ricordarvi il prossimo incontro con Luigi Mistruzzi dal titolo: Leadership Motivazionale (format ed iscrizioni scaricabili al seguente link).

Qui il programma 2009 delle Pillole di Formazione presso la Confindustria Padova, delegazione OVest Colli.

Ufficio e lavoro

Via Luca Baiguini leggo un interessante articolo sul rapporto esistente tra il lavoro e l’ambiente (inteso nel senso architettonico …. ossia la stanza) in cui questo viene svolto.

La lettura mi richiama alla memoria un mio recente Post, in cui proponevo delle slide su nuove modalità lavorative in cui l’ambiente di lavoro gioca un ruolo importante.

Formazione Blended

Cattura Uno dei migliori testi che io abbia avuto occasione di studiare sulla formazione blended è sicuramente “Oltre l’aula” ( a questo link una esaustiva recensione).

La formazione degli adulti (sopratutto quella aziendale) si è affermata negli anni 70 con la diffusione della metodologia d’aula; nei due decenni sucessivi si è invece assistito alla diffusione di nuove metodologie formative come l’Outdoor o l’e-learning. Alla loro apparizione, le nuove metodologie sono state proposte come “alternative” alla formazione d’aula. In questi ultimi anni si è andata invece spandendo una generale tendenza al “blending”, intesa come un mix dei vari metodo formativi.

La mia idea è che gli “ingredienti” principali della formazione blended siano 4:

  1. Aula;
  2. One to One;
  3. Esperenziale;
  4. Information Technology;

come riportato in questa mappa mentale. Agli “chef” (docenti e responsabili R.U.) la capacità di saperli utilizzare e mixare nel miglior modo ……

Social Network, Marketing ed Azienda

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Mauro Lupi segnala un interessante indagine online sull’uso dei Social Network nell’area Marketing.

Da sottolineare che il beneficio dell’uso di Social network risulta essere:

  • la visibilità per il proprio business (81%)
  • l’incremento del traffico online e degli iscritti (61%)
  • lo sviluppo di partnership (56%)
  • migliore posizionamento sui motori di ricerca (52%).

Comunic@zione: comunicare male costa 4 mila € a dipendente

Ringrazio Stefano per la segnalazione.

Interessante notare che, in termini di gestione del tempo “si stima che, messe insieme, le cinque criticità fanno sprecare mediamente a ciascun intervistato, 17 ore e mezza del tempo produttivo settimanale.”

Sembra che l’architettura della Comunic@zione centralizzata sia la più palusibile, ma non dimentichiamoci della formazione e della sensibilizzazione delle R.U. Gli strumenti da soli non risolvono il problema, è necessario un cambio di cultura.

KSender e Calendario in Excel

CatturaCome avrei fatto senza i ragazzi della GasNet che mi hanno sviluppato un tool fondamentale per l'applicazione della Performance Management ?
Sto parlando del KSender, che mi permette con una combinazione di tasti di scrivere data, ora e chi sono ...


"Settimana nr. 11 - lunedì 09 marzo 2009 - 15:45:30 - LM"
Il tool è scaricabile al seguente link.
Naturalmente, se preferite, si può continuare ad utilizzare il "classico" calendario in Excel (che, ad onor del vero, fornisce una migliore overview sul tempo). Il calendario è scaricabile al seguente link.

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