Visualizzazione post con etichetta Time Management. Mostra tutti i post

Inbox 0


La terminologia "Inbox 0" indica una tecnica di Time Management per la gestione delle email. Personalmente ritengo non sia utilizzabile se non viene associata ad altre tecniche, o forse è addirittura la naturale conseguenza di altre tecniche di gestione del tempo. Difficile utilizzarla se ad esempio non si possiede una gestione delle proprie attività con le ToDo List (consiglio lo studio di GTD di David Allen).
Dato per scontato (!) che padroneggiate già una metodologia di ToDo List vediamo come implementare la Inbox 0 su Outlook.
Innanzi tutto va creata una cartella "Posta" dove sposteremo tutte le email, sia quelle in arrivo che quelle inviate.

Immaginiamo di lavorare sulla Posta in arrivo: quando il sistema "Inbox 0" è a regime avrete sempre un numero basso di email nella cartella. E' importante tenere monitorato il numero di mail presenti in Posta in arrivo: per questo il consiglio è di settare Outlook in modo che mostri il numero di email presenti, non il numero di mail non lette. L'obiettivo sarà quello di tendere sempre a 0 e di non superare un numero di "allerta". Personalmente cerco di non superare mail le 50 .. massimo 60 email.
Quando ci dedichiamo all'analisi delle mail in arrivo (il consiglio è di dedicarci dei precisi e definiti momenti durante la giornata, non di lavorare sulle mail costantemente), partiamo dalla più vecchia adottando il metodo FIFO (Fist In First Out).
Una prima veloce analisi delle mail presenti nella cartella serve a due obiettivi:
  1. cancellare e liberare la Posta da mail inutili (SPAM, pubblicità, allert automatici, ....)
  2. rendersi subito conto se ci sono più email che riguardano lo stesso argomento o, parlando in modo più corretto se utilizziamo una tecnica a ToDo List, della stessa Attività (= Task).
Dopo questa lettura "veloce" bisogna aggregare le mail che riguardano la stessa Attività. Io inserisco nell'oggetto delle mail il numero della relativa Attività o inserendo dei tag (parole chiave) che mi permettano la ricerca. Lo sapevate che potete modificare il testo nell'oggetto delle email in arrivo ? (sarà sufficiente aprire la mail, posizionarsi sull'oggetto, apportare le modifiche e chiudere salvando).

A questo punto procediamo con i seguenti Step:
-spostiamo le mail della stessa Attività e spostiamole nella cartella Posta
- se le informazioni arrivate con le mail cambiano la Prossima Azione e/o la Data in cui avevo deciso lavorare sulla relativa Attività, apro l'Attività e faccio le opportune modifiche andando a modificare la ToDo List. Come scrivevo sopra in questo caso chi non possiede la metodologia a ToDo List farà fatica a capire cosa sto dicendo .....
- se al contrario le mail non cambiano nè Prossima Azione, nè Data .... allora non ho nulla da fare.

Quando sarà il momento di lavorare sull'Attività (qui comanda la ToDo List), e dovrò recuperare le mail archiviate in Posta, applicherò i filtri nel campo Ricerca e troverò tutte le mail (inviate e ricevute) inerenti a quella Attività in pochi secondi. Consiglio di scoprire alcuni strumenti importanti per usare bene la funzione di ricerca in Outlook (come l'uso delle virgolette " o le stringhe AND e OR).

Nel caso invece che la mail arrivata non riguardi una relativa Attività, procediamo come segue:
- se possiamo "evaderla" in meno di 3 minuti (come dice David Allen), facciamola subito.
- se invece il lavoro su questa mail richiede più di 3 minuti dobbiamo metterla in ToDo List decidendo "qual'è la prossima azione" e "quando la farò". Utilizziamo la funzione "Completa" di Outlook e spostiamo la mail in "Posta". La mail comparirà nella sezione "Da Fare" assieme alle altre Attività.

Molte persone non utilizzano questa ed altre tecniche di gestione del tempo perché pensano che "serva troppo tempo per gestire il tempo". Io li chiamo "alibi". Personalmente posso rispondere con l'esperienza: il tempo necessario all'organizzazione è inferiore alla somma dei tempi necessari alla ricerca delle informazioni non gestite, senza parlare poi di efficacia, efficienza, benessere e gestione dello stress.

Buon lavoro .... 



sabato 22 ottobre 2016

Concentrazione vs. Distrazione


Leggo un interessante articolo sull'Harvard Business Review: l'autore William Treseder (sarà questo profilo sul LinkedIn ?) ci propone due cause che diminuiscono la nostra capacità di concentrazione e 5 consigli per aumentarla.
Partiamo dalle cause che diminuiscono la capacità di concentrazione:
  1. Smartphone e Tablet che con alert e notifiche ci interrompono costantemente portando via la nostra attenzione da quello che stiamo facendo.
  2. Riunioni (Treseder parla del 35-55% del tempo passato in riunione)
Ecco i suoi consigli per non cascare in queste trappole:
  1. Praticare il MindFulness. Soprattutto al mattino, Treseder consiglia di dedicarsi alla meditazione, e soprattutto non cascare nella trappola di guardare le email arrivate nella notte. 
  2. Organizzare una ToDoList con i Task della giornata.
  3. Tenere pulito e mettere in ordine la propria postazione di lavoro (compreso il Desktop del computer. Qui, se posso, direi che la Lean ci spiega già molto con le 5S.
  4. Organizzare riunioni con poche persone. Concordo con Treseder: sopra le 8 persone i gruppi fanno molta fatica.
  5. Tenere dei buffer di tempo per riflettere. Su 1 ora, 15 minuti dovrebbero essere riservati per Riflettere, riorganizzarsi, riassumere (pensando alla metodologia esperienziale questo mi fa venire in mente l'apprendimento .....).
Ottimi spunti.
venerdì 5 agosto 2016

La missione del Knowledge Worker

Dopo 10 anni dal primo studio ho ripreso in mano GTD di David Allen: è il momento di ristudiarlo e adattarlo alla situazione attuale. Gestire il tempo oggi è per me molto diverso dal gestire il tempo di 10 anni fa.
Mi imbatto in una frase di Peter Drucker, nei prossimi giorni vorrei lavorarci sopra ...

"Nel knowledge Work il compito non è dato, va determinato.
"Che risultato si vuole ottenere con questo lavoro ?" è la domanda fondamentale per rendere efficienti i Knowledge Workers.

E' una domanda che richiede decisioni rischiose.

Di solito non c'è una risposta giusta: ci sono solo scelte, e i risultati vanno chiaramente definiti se si vuole essere produttivi".

lunedì 15 febbraio 2016

Dalla ToDo List alla NotToDoList …


Passo sulla ToDoList quotidiana buona parte del mio tempo. La pianifico la sera prima e cerco di rispettarla il giorno dopo combattendo con tutte le richieste e le attività che mi portano lontano da quanto avevo programmato.
Sono fermamente convinto che la ToDoList sia un ottimo strumento per migliorare la propria gestione del tempo, ma più che lo strumento è importante l’approccio: non va considerata come una lista di cose da fare, ma come una traccia, un “canovaccio” da seguire. Durante la giornata bisogna sempre decidere se seguire la traccia o l richiesta che arriva dall’esterno. Le capacità di decisione sono fondamentali.
Ieri navigando mi sono imbattuto in un interessante articolo di Zuppagrafica che mi ha fatto pensare. Il concetto è semplice: oltre alla lista di cose da fare quotidiana dovremmo decidere e tenere sempre presente una lista di cose da NON fare. Da un certo punto di vista nulla di nuovo, perché si tratta sostanzialmente di concentrarsi sulle cose che dovremmo mettere nel quadrante 4 del digramma Importante/Urgente (urgent and important time management matrix) .
Spesso però, proprio perché il quadrante 4 indica le cose da buttare, non dedichiamo troppa focalizzazione mentale a decidere cosa veramente dobbiamo evitare di fare. Devo dire che crearsi una NotToDoList è un’ottima idea per risvegliare l’attenzione, essere focalizzati sulle cose da NON FARE, in modo che appena appaiono sappiamo già dove metterle … nel quadrante 4.
Il blog di Zuppagrafica propone una interessante NotToDoList, stimolante anche quella di Timothy Ferris (che avevo incontrato tanti anni fa   con il suo libro “4 ore alla settimana) e quella di Michael Hyatt  il quale, oltre alla sua lista, ci propone anche dei conssigli per formulare la propria NotToDoList.
Non mi rimane che riflettere sulla mia … sicuramente ci metterei:
1. Non controllare la posta elettronica costantemente ma verificarla solo a orari prestabiliti (ossia: disattivare l’invio e la ricezione automatica);
2. Non avere sempre con sé il cellulare 24 ore su 24, 7 giorni su 7;
3. Non navigare sui Social senza un chiaro Obiettivo ed un tempo definito.
4. Non accettare riunioni o incontri in cui non sia chiaro l’ordine del giorno o il tempo necessario.
5. Nel definire le Priorità, non farsi influenzare troppo dalle emozioni, ma applicare sempre il diagramma Importante/Urgente
6. Non mettere in ToDoList un’attività senza chiedersi “posso fare a meno di farla ?” e “è veramente importante per i miei obiettivi ?”

Altri punti da aggiungere nella Not To Do List ?
domenica 9 agosto 2015

Come NON essere produttivi al lavoro in 7 passi

Veramente fatto bene ! Consigliatissimo per il Time Management:

Killing-Time

giovedì 6 settembre 2012

L’ultima lezione di Time Management

Sto leggendo “L’ultima lezione, La vita spiegata da un uomo che muore” di Randy Pausch. Parla anche di Time Mangement dicendo che “per tutta la vita ho avuto coscienza che il tempo non è infinito”, e detto da una persona che sta per morire …….

Ecco, secondo Randy, i punti chiave della gestione del tempo:

  • il tempo deve essere amministrato come le finanze;
  • potete sempre cambiare le vostre priorità, a patto che le abbiate;
  • vi chiedete se state impiegando il vostro tempo per gli obiettivi giusti ?
  • sviluppare un buon sistema di archiviazione;
  • riconsiderare il telefono (ossia stare meno al telefono ed usare un auricolare in modo da poter fare altro);
  • delegare;
  • prendersi una pausa (ovvero quando stacchi, stacca davvero).

Il capitolo dedicato al tempo finisce con questa frase “Il tempo è tutto quello che avete. E potreste scoprire un giorno di averne meno di quanto pensavate”.

martedì 30 agosto 2011

No-Office

Michele_De_Lucchi_Intervista_420x270[1] Qualsiasi operazione ripetuta all’ecceso diventa dannosa; anche se la sedia è comoda e la luce perfetta, ripetere sempre la stessa azione porta all’atrofizzazione degli arti o di parti del corpo, ma anche all’atrofizzazione del pensiero, della creatività, della voglia di fare e di vivere che mi sembra molto ben più dannosa, più drammatica e più meritevole di essere presa in cura.

Sono parole dell’architetto Michele de Lucchi, in un’intervista tutta da leggere.

Ufficio Fabbrica Creativa

Oggi ho avuto la fortuna di partecipare al Convegno sull’Uffico Fabbrica Creativa promosso da Assufficio. E’ stata presentata una ricerca sul legame Performance dei Knowledge Worker e l’ “ambiente ufficio”. Finalmente un po’ di numeri su un argomento che fino ad oggi ha vissuto di “impressioni” e “percezioni”.

Ecco il mio contributo in termini di relatore:

MultiTasking vs. SingleTasking

4968442853_2114ef9f6c_m[1]

Leggo un bel Post su LifeHacker: il mondo esterno ci porta sempre più a lavorare in MultiTasking, ma l’essere umano è dotato di precessore SingleTasking sulle cose nuove, diventa MultiTasking solo sulle cose conosciute, quelle ripetute tante volte … (Human beings are, essentially, single-core processors).

 

Quali i Benefits del SingleTasking ?

  • obbliga a mantenere l’attenzione sul lavoro e sui i problemi complessi;
  • diminuisce il livello di stress;
  • migliore gestione del tempo;
  • ti rende più efficace ed efficiente;

Ma come passare dal MultiTasking al SingleTasking ? Il Post ci lascia interessanti suggerimenti, ed io mi permetto di aggiungerne alcuni:

  • usa il minimo degli strumenti necessari per svolgere il lavoro;
  • impara a “tagliare” la lista delle cose da fare invece che continuare ad aggiungere Task;
  • mettici consapevolezze e volontà ….
  • leggi le e-mail in arrivo, ma lavoraci solo 2 o 3 volte al giorno. Rispondere subito non ti fa guadagnare tempo, ma innesca il "botta e risposta”.
lunedì 27 settembre 2010

Produttività dei Knowledge Worker

Cattura Sono stato invitato a tenere un intervento sul tema della produttività dei Knowledge Worker al convengo “Ufficio Fabbrica Creativa” che si terrà presso la Confindustria Padova nel pomeriggio del 30 settembre. Ottimo spunto per riprendere ad alimentare la mia collezione di foto di scrivanie e desktop su Flickr

Il mio SAR deve essersi focalizzato sull’argomento perchè questa mattina ho subito individuato sopra ad una scrivania un vecchio articolo della Repubblica sugli Open Space, tutto da leggere.

Come al solito la diatriba è sempre viva ed aperta: meglio un ufficio chiuso o un Open Space ? Molti hanno tentato di risolvere con delle soluzioni ibride.

Ufficio “snello”

4876138459_68eddbf4a5[1]

Eccomi dopo un po’ di latitanza dal blog … “purtroppo” o forse è meglio dire “per fortuna” un maggio-giugno-luglio molto ricchi di attività mi hanno tenuto un po’ impegnato.
Approfitto dell’agosto in Val di Sole per riorganizzarmi e mi accorgo di quanto oramai sia facile portarsi dietro l’ufficio ovunque. Notebook leggeri e dalla grande autonomia con chiavette UMTS permettono di essere operativi davvero ovunque. Ecco la giusta occasione per segnalare una meravigliosa presentazione PowerPoint sul tema.
Ma passiamo oltre: un’altra considerazione da fare riguarda invece la capacità di creare un ufficio veramente portatile, o meglio che stia dentro un portatile. Sicuramente la diminuzione dell’uso di carta gioca a nostro favore, ma le buone abitudini personali contano di gran lunga di più. Ed ecco quindi che mi viene in mente di quanto sia importante applicare la metodologia delle “5S”, nata negli ambienti produttivi con la “Lean Manufacturing” ma applicabilissima anche a scrivanie e computer.
In sostanza: “5S” è l’acronimo dei cinque termini con i quali si indicano, in giapponese 5 step per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro quotidiano. Ecco in estrema sintesi i 5 punti:
  1. SeiriSeparare il necessario dal superfluo. Eliminare qualsiasi cosa che non serve nella postazione di lavoro (questo mi ricorda molto la prima fase di applicazione del metodo GTD di David Allen).
  2. SeitonOrdinare i materiali in posizioni ben definite per eliminare i tempi di ricerca: sistemare penne, carta, mouse, cavi, computer ….
  3. Seison - Pulire e ordinare sistematicamente le varie aree di lavoro per scoprire i problemi nascosti dal disordine precedente.
  4. Seiketsu - Standardizzare e migliorare. Mantenere l'ordine e la pulizia creati.
  5. Shitsuke - Mantenere e migliorare gli standard ed i risultati raggiunti attraverso disciplina e volontà.
Volete qualche esempio di “Lean Office” ? Probabilmente lo potrete trovare qui.

Esercizi di Parkinson

images[3] Nella gestione del tempo, l’applicazione delle leggi di Pareto e di Parkinson possono portare a risultati incredibili, come Timothy Ferriss ha provocatoriamente dimostrato con il suo “4 ore alla settimana”.

Iniziare ad applicare in modo pragmatico le leggi è però difficile, soprattutto nelle attività quotidiane. Vediamo un esercizio interessante per Parkinson, di cui ricordo l’enunciato:

“Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.”

Cyril N. Parkinson

Per esercitarsi procuratevi un timer (se volete qui trovate il software che uso personalmente: è semplice, gratuito ed efficace) e seguite il seguente PDCA:

PLAN:

  1. decidete qual’è il tempo corretto per svolgere la vostra prossima attività;
  2. avviate il timer e settatelo con il tempo deciso;

DO:

  1. avviate il timer e svolgete l’attività;
  2. cercate di rispettare il tempo deciso o di metterci meno;
  3. evitate distrazioni ed interruzioni;
  4. finite l’attività;

CHECK:

  1. quanto tempo ci avete messo ?
  2. avete sottostimato il tempo ? è stato veramente necessario il tempo in più ?
  3. avete sovrastimato il tempo ?
  4. quali sono state le interruzioni che vi hanno distratto ?

ACT:

  1. è possibile o corretto metterci meno tempo la prossima volta che svolgerò questa attività ?
  2. come evitare le distrazioni che mi hanno interrotto ?
  3. posso automatizzare dei passaggi dell’attività per diminuire il tempo ?

Buon lavoro …..

martedì 20 aprile 2010

Riunioni efficienti ed efficaci

meetings-main[1]

Un ottimo Post su come organizzare/gestire delle riunioni efficaci, di cui riporto i 9 punti fondamentali (con qualche osservazione personale):
  1. Responsabilizza le persone sulla puntualità;
  2. Definisci sempre un ordine del giorno (dichiarando i tempi per ogni argomento);
  3. Invita solo le giuste persone;
  4. Utilizza le e-mail in modo efficace (per gli inviti e per i report);
  5. Utilizza le riunioni per discutere (e non solo per informare);
  6. metti per iscritto le decisioni (soprattutto “chi fa che cos, entro quando e perchè”);
  7. “Kill the Powerpoints” (questo punto è talmente bello in inglese … ricordiamoci che le slide dovrebbero essere un supporto, spesso son il fine);
  8. Fai in modo che tutti parlino (“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. Confucio)
  9. Concludi la riunione in orario.

Domare le e-mail

Questa settimana Forema mi ha portato in Inarca, una dinamica azienda del Padovano leader nel settore delle connessioni elettriche, per un percorso formativo sull’uso delle e-mail e del calendario di Outlook. Seguendo un corretto approccio per lo sviluppo delle Risorse Umane, è interessante notare che l’azienda ha voluto approfondire la tematica della gestione delle e-mail e della gestione dei calendari innanzi tutto da un punto di vista culturale (sviluppo delle Competenze), e in seconda analisi da un punto di vista strumentale (software). Le e-mail infatti non sono altro che uno dei “canali” della Comunicazione: saper utilizzare bene le e-mail vuol dire innanzi tutto migliorare le proprie competenze di Comunicazione. Così per il Calendario, che rappresenta uno strumento di applicazione delle competenze di Time Management.

Un’osservazione importante emersa durante gli incontri: saper “domare” le e-mail significa innanzi tutto assumere un atteggiamento “pro-attivo” nei confronti delle e-mail in uscita (migliorare il linguaggio, essere chiari, sapersi immedesimare nel ricevente, ….), piuttosto che imparare delle strategie o dei trucchi per gestire le e-mail in arrivo (regole, filtri, etc etc). Un bel cambio di paradigma.

 Inarca

Infine una curiosità: durante la lezione ho notato un calendario da tavolo con delle foto “particolari”: l’azienda ha organizzato un concorso fotografico interno e le foto sono state poi utilizzate per realizzare il calendario dell’azienda. Decisamente una bella idea … e le foto ? Giudicate voi sono su Flickr.

La produttività di Hemingway

In un momento di completa Serendipity mi sono imbattuto nel bel blog di Andrea Giuliodori ricco di Post veramente interessanti e scritti bene.
Tra i tanti mi sono fermato su un post dal titolo “La produttività personale secondo Hemingway”. Sarà che Hemingway è uno dei miei autori preferiti …. (amo Fiesta tanto quanto On the Road di Kerouac) ma la citazione in cui Hemingway descrive come coltivava la propria produttività di scrittore è veramente interessante:
F4B4288DF00F4FCB907ECFF0B82C10ED2[1] “Il miglior modo [per evitare il blocco dello scrittore] è quello di fermarsi quando tutto va bene, quando sai esattamente quale sarà il passo successivo. Se fai questo ogni giorno, non ti bloccherai mai. Fermati sempre quando tutto va bene e non pensarci o preoccuparti finché non ricominci a scrivere il giorno successivo. In questo modo il tuo subconscio lavorerà per te, senza che tu te ne accorga. Ma se inizi a pensarci consciamente o a preoccuparti, sarà la fine e il tuo cervello sarà già stanco ancor prima di iniziare.”
Ernest Hemingway.
Concordo con tutto quello che dice Andrea in merito alla ToDo List, alla “Prossima Azione” del metodo GTD, ed alle altre sue considerazioni. Personalmente aggiungo una cosa: la mia produttività rimane alta se rispetto contemporaneamente queste situazioni:

  • mi fermo quando il mio cervello è ancora produttivo, quando non è ancora “cotto” (quanto tutto va bene, secondo Hemingway);

  • chiudo la mia ToDo List giornaliera spostando ai prossimi giorni quello che non ho fatto;

  • controllo con attenzione la ToDo List di domani: decido la “scaletta” (= priorità) e sposto a giorni successivi eventuali Attività che il giorno dopo non sono prioritarie o che so già non farò in tempo a fare.

Dieta ipoinformativa

Collage di Picnik

La scorsa settimana mi sono immerso in una vacanza al caldo ed ho voluto fare un esperimento: dopo (penso) 10 anni circa sono rimasto “isolato” da qualsiasi tipo di comunicazione. Ho spento il cellulare per una settimana e non mi sono mai collegato ad internet per navigare o controllare le e-mail.

Riflessioni a caldo: l’essere sempre online mi tiene troppo attaccato alla operatività quotidiana distraendomi o addirittura non permettendomi di alzare il pensiero ad un livello più alto … più “strategico”. Quindi penso che in futuro inserirò volutamente delle giornate di dieta ipoinformativa all’interno del calendario lavorativo.

Qualche numero: dopo una settimana ho scaricato 167 e-mail di cui 28 sono finiti direttamente nell’indesiderata. Ho poi analizzato i 139 “sani”: quelli veramente importanti su cui lavorare sono risultati 24.

TMI vs GTD

406635986_fa8da57692[1] Le metodologie di Time Management possono essere facilmente divise in due categorie: quelle che propongo un approccio “Top Down” e quelle che al contrario consigliano un approccio “Bottom Up”.

Le prime, come ad esempio TMI o Franklin Covey, propongono i partire da una chiara definizione degli Obiettivi per poi scendere verso l’operatività quotidiana. Le seconde, come GTD di David Allen, propongono invece di partire dalle Azioni quotidiane per arrivare poi a capire cosa veramente vogliamo e quali Obiettivi perseguiamo.

I miei approcci sono nati con le scuole “Top Down”, e tendo a prediligerle. Spesso però mi trovo a disagio, e vivo meglio un approccio “Bottom Up”.

Forse un approccio “via di mezzo” (The Middle Way Method) potrebbe essere decisamente efficace.

Foto: 'Tunnels of Time' by fdecomite via Flickr Image is licenced under a Creative Commons Attribution licence

Calendario super-compatto

Cattura

Dopo il calendario compatto, ecco il calendario super-compatto. Sono arrivato all’italianissima pagina di Grafishdesign.it passando per l’americana LifeHacker.

lunedì 21 dicembre 2009

Tra il dire e il fare (pianificare il tempo)

Leggo su Wikipedia che il “concetto di di consapevolezza è relativo. Un animale può essere parzialmente consapevole, oppure può essere consapevole a livello subconscio o anche profondamente consapevole di qualcosa.” Eppure più approfondisco certe tematiche formative, più mi rendo conto la consapevolezza è una capacità fondamentale per lo sviluppo personale, e va allenata.

Allora come allenare la propria consapevolezza sul tempo ? Ci vuole sicuramente un po’ di esercizio (proprio come se fosse un’attività sportiva). Ingredienti necessari:

Prendendo il tutto e ben mescolando mi è uscito un Planner che mi permette di:

  • pianificare la giornata lavorativa d’ufficio;
  • confrontare la differenza tra ciò che ho pianificato e ciò che ho realizzato veramente;
  • tracciare tutte le interruzioni (sia interne che esterne).

Gli obiettivi dell’esercizio sono:

  • migliorare in precisione la stima del tempo necessario per compiere una determinata Attività / Azione;
  • conoscere meglio le interruzioni e le distrazioni;
  • aumentare la concentrazione;
  • aumentare la consapevolezza del tempo.

Ecco di seguito il Planner e le istruzioni per come usarlo:

Le prime 15 righe sono lo spazio per la Pianificazione: elencare le Attività che si prevede affrontare e le relative Azioni (ciò che dovete fare per quella Attività). Indicate quanto tempo prevedete di impiegare riempiendo i rettangolini necessari (1 rettangolo = 15 minuti).

Le 15 righe successive sono invece lo spazio che compilerete mano a mano che la giornata passa: tracciate come si svolgono veramente le cose.

Infine, in basso, due aree per segnare le interruzioni che avverranno. Ricordo che le interruzioni interne sono (citando Cirillo) “forme di distrazione o procrastinazione dell’attività corrente”. E’ probabile che durante l’Attività ci venga in mente di fare una telefonata, o di cercare qualche cosa su internet: l’obiettivo è non dimenticarsi di queste idee, ma di segnarle in fondo alla pagina per farle alla fine dell’Attività. Le interruzioni esterne sono invece tutte le forme di input che arrivano dall’esterno e che ci distraggono dall’attività (e-mail in arrivo, telefonate, colleghi che ci chiedono la loro attenzione, ….. etc etc.) Anche qui l’obiettivo sarà di appuntarsi nell’area in fondo l’interruzione, prendere tempo per finire l’Attività e richiamare chi ci ha interrotto.

Conclusioni: ho notato che le prime volte che redigevo il Planner la differenza tra Pianificato e Consultivo era abissale. Personalmente ho notato due errori classici: sottostimare i tempi necessari per redigere una determinata azione e non conteggiare i tempi delle interruzioni esterne. Dopo un po’ di esercizio la mia capacità previsionale è aumentata, dandomi un maggior senso di controllo e di benessere. Ogni tanto però l’esercizio va ripetuto, un po’ come se fossero dei “fondamentali” sportivi.

Potete scaricare il Planner in formato PDF al seguente link.

Officebook

officebook

Come ho già avuto modo di scrivere la scrivania di una persona (e più in generale l’ufficio e l’ambiente di lavoro) può essere considerata come una cartina di tornasole che evidenzia il metodo lavorativo applicato.

Negli ultimi anni è sicuramente cresciuta l’attenzione e la ricerca nella progettazione degli ambienti di lavoro, ma quando vedo le fotografie dei nuovi uffici della Facebook mi rendo conto di quanto la nostra cultura lavorativa sia lontana da quella americana. Stupefacente leggere che “per non limitare la creatività e la voglia di personalizzare lo spazio, i dipendenti sono assolutamente incoraggiati a scrivere sui muri, aggiungere dettagli all’arredamento e spostare i mobili come preferiscono”.

Mi era già capitato di notare con attenzione le foto degli uffici della Google e notavo (tra me e me …)queste grandi differenze rispetto ai classici ambienti delle PMI Italiane (farei meglio dire del Nord-Est ….):

  • in Italia manca la luce solare;
  • scrivanie e scaffali stracarichi di carte, cartine, libri, testi, …..
  • cavi ovunque;
  • mancanza di zone relax;
  • assoluta mancanza di design;
  • mancanza di piante verdi;

Sono io sfortunato ?

(p.s. grazie a AmbienteUfficio per la segnalazione)

Blog Archive

The SketchNoteBook

The SketchNoteBook
il libro sulle SketchNote

Visual & SketcNote Shop

Visual & SketcNote Shop
Modelli Visuali per la formazione

Visualizzazioni totali

- borgo srl p.zza biagio marin, 13 - 35031 abano terme (pd) P.IVA 03388910287 © distinguersi o estinguersi ... - Powered by Blogger -