martedì 23 novembre 2010

Mia figlia Emma è in 1° elementare ed è alle prese con la sua prima poesia da imparare. Ho fatto un esperimento: ho scritto le frasi della poesia su una mappa mentale, l’ho stampata e le ho chiesto di associare un disegno ad ogni frase: la prima cose che le venisse in mente. Ecco il risultato:

mappa_ok

Ho scansionato la mappa ed ho cancellato le frasi scritte ….

mappa_senza scritte

Ed ho riconsegnato il tutto ad Emma che, rivedendo i propri disegni, si ricordava perfettamente le frasi. Un po’ di esercizio per memorizzare la mappa nel suo insieme e la poesia era imparata.

Il giorno dopo, a scuola, la maestra ha valutato con un “Molto Bene” la prova di recitazione, mentre Emma mi ha detto “grazie del “polipo colorato” … mi è stato molto utile”.

7 Responses so far.

  1. All'epoca a me nessuno aveva insegnato un metodo di studio, spero tua figlia apprezzi questa fortuna con il tempo !

  2. Chissà se riuscirò a farglielo apprezzare, senza imporlo.

  3. Nonno Luigi ringrazia Papà Luigi :-)
    Ho appena mostrato l'esempio della poesia ai miei nipotini Alice [8] e Mattia [10]... e dopo la presento a mia figlia Monica [40] che di mestiere "insegna" .. Due generazioni educate in un colpo solo .. in un batter d'occhio .. a 6 ore di fuso orario di distanza tra il nonno e il papà di questa conversazione.
    Bellissimo!

  4. PS - ho appena letto in "when technology serves spirituality" .. una frase che mi sembra una buona spiegazione dell'esperienza di Emma ".. a new form of enjoyment of the consumption of images is occurring, a shift of consciousness which could be linked to a shift from a universal left brain mode of communication to a global right brain mode of communication where after centuries of communication dominated by verbal communication the pendulum sways back in the direction in which our ancestors communicated, namely by images .."
    Cosa ne pensi (indipendentemente dal contesto buddista .. che può magari essere interessare come filosofia)?

  5. In America sorgono spesso circoli e gruppi accomunati anche solo dall'uso delle mappe mentali. Questo post mi dice il perché. Quando facevo l'animatore dei workshop di Createca era uno strumento utilizzatissimo, quasi maniacalmente. E se fosse una cosa del genere a fare, come dire, da leggero catalizzatore?

  6. @Luigi:
    - sono curioso di sapere cosa ti ha detto tua figlia Monica, in qualità di insegnante ...
    - in merito al cervello destro e sinistro: proprio in questi giorni mi sto cimentando nella lettura de "Disegnare con la parte destra del cervello" (http://bit.ly/dSiboK) di Edwards Betty. L'autrice, partendo dal concetto dell'esistenza dei due emisferi e considerando il destro sede della nostra creatività, stimola il lettore ad una serie di esercizi che lo portano a migliorare nella capacità del disegno. Personalmente sono rimasto stupefatto dai miei risultati ....
    @Phil
    - non conoscevo Createca ... il sito è www.createca.it ? grazie della segnalazione: molto interessante.

  7. @Luigi papà da nonno Luigi
    - mia figlia usa le MM come un normale strumento educativo; si meraviglia della mia curiosità per una loro funzione "disatroffizzante" della parte destra del cervello; non so se questo dipenda dalla grande popolarità che hanno le MM in Thailandia [via http://mappementaliblog.blogspot.com/]
    - ricordo benissimo il libro della Edwards, fin dalla sua prima pubblicazione [1979]; per me fu frustrante scoprire che non riuscivo ad ottenere nessun risultato; quelli erano tempi di grande enfasi per la ferrea logica del business HighTech .. e io magari credevo ancora che su quella strada avrei potuto mettermici; oggi sono più propenso a credere nell'importanza di un'idea "relazionale" di creatività, come suggerisce anche questo post del mappe_mentali_blog
    @Phil
    - ho visto il sito Createca; ne riparleremo presto.

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