lunedì 15 dicembre 2014

Porsi, o porre delle buone domande è fondamentale per innescare ed attivare il processo di apprendimento. Come il ciclo dell’apprendimento mostra, la fase successiva all’Esperienza è la Riflessione, e non c’è miglior modo di innescarla se non attraverso una buona domanda. Ma qual è il valore della domanda tra la fase dell’Esperienza e della Riflessione? E soprattutto qual è il suo “processo”? Ecco la mia personalissima risposta:
 
Fase 1: Apertura. Innanzi tutto bisogna “aprirsi” a tutto quello che accade. Ogni Esperienza, ogni evento può essere significativo. Un’espressione facciale, un movimento di occhi è un comportamento, ed esprime qualche cosa. Se non mi “apro” e non mi rendo pronto a queste osservazioni, l’apprendimento non può prendere il via.
Fase 2: Consapevolezza. La nostra parte inconscia (emisfero dx) è molto brava ad accorgersi di piccoli particolari, di sfumature (= segnali deboli) che la nostra parte conscia non coglie perché impegnata nel vivere l’esperienza in modo “cognitivo”. L’emisfero dx comunica all’emisfero sx ciò che ha colto attraverso dei segnali chiamati “emozioni”. Qui nasce la nostra possibilità di “consapevolezza”: aprirsi all’ascolto emotivo e chiedersi “perché provo questa emozione?” significa accorgersi e rendersi consapevole dei segnali deboli e di tutta la comunicazione “nascosta” che gli altri ci trasmettono.
Fase 3: Domanda. La consapevolezza dell’emozione ci permette di porci domande interessanti … “quale segnale debole ho visto?”, “che cosa è successo?”, “come è successo?”. Non c’è limite alle domande che possiamo porci o porre agli altri, e tutte aiutano a “scavare” nell’esperienza e renderla un patrimonio di apprendimento. In questa fase la vera difficoltà è essere capaci di rimanere “sospesi”, senza pretendere di trovare subito le risposte. Ciò che l’emisfero dx ha visto non è ancora stato qualificato, non l’abbiamo ancora capito, conosciuto o appreso e dobbiamo modificare i nostri schemi cognitivi per dargli un valore. Quando lo troviamo abbiamo la Risposta.
Fase 4: Risposta. La Risposta è un punto di arrivo in questo processo, un punto finale. Ma per questo è un punto direi “pericoloso”. La fretta di trovare risposte potrebbe nasconderci degli apprendimenti. Siamo capaci a “sopportare” la sospensione di una domanda? L’ansia di dare risposte potrebbe essere più forte. Probabilmente dobbiamo allenarci a vivere uno stato di “sospensione” e rimanere sui primi tre momenti di questo processo il più a lungo possibile, in quanto la fase 4 esaurisce un processo di ricerca profonda.

Quindi ….. direi che siamo tutti molto allenati alla fase 4, ma dobbiamo allenarci alle fasi precedenti: allenandoci soprattutto alla sospensione della valutazione e del giudizio (propria dell’emisfero sx), per rimanere in uno stato di analisi dei segnali deboli e ... apprendere.

2 Responses so far.

  1. Sospensione del giudizio: ardua impresa. Siamo giudicanti per natura per questioni legate all'etologia; siamo animali che per sopravvivere giudicano velocemente per attivare strategie di autoprotezione. Più ti senti minacciato e più sei veloce nel costruire pregiudizi. E' un automatismo "biologico" a cui ci si può sottrarre con la consapevolezza di cui parli. La consapevolezza a mio giudizio si raggiunge nel Qui ed Ora e nella quiete in generale. Bell'articolo, complimenti.

  2. Grazie del contributo Leo.

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