Come trasformare 131 slide in in momento esperienziale

Ogni volta chi mi accingo a scrivere sul blog mi rendo conto di quanto sempre più raramente dedico attenzione a questo angolo di web. Il microblogging ha presumibilmente superato il blogging ... ma questo è un altro discorso che forse merita un Post dedicato.


Ci tengo a raccontare un piccolo "Tips & Tricks" da utilizzare in un'aula formativa per trasformare un momento "frontale" in un momento "esperienziale".

La situazione ha queste caratteristiche:

- aula di formazione "tecnica" (processo e produzione);
- 8 partecipanti, operatori in produzione; poco abituati a stare in aula, molto più propensi ad una giornata dedicata la "fare";
- 131 slide .....
Le criticità nello svolgere un'attività formativa "frontale" sono:

- Bassa motivazione all'ascolto
- Basso ingaggio
- Overflow informativo
 -Cadute di attenzione, noia

Ecco l'idea:

- mandate in stampa le slide nel Layout stampati, 2 slide per pagina A4, senza il numero di pagina
- ritagliate le slide
- mischiate e sparpagliate le slide su un tavolo abbastanza grande.

Proponete ai partecipanti la seguente attività: ricostruire la sequenza corretta delle slide in "x" tempo (per 131 slide ho visto che ci vuole un'oretta di lavoro).

Abbiamo due effetti interessanti grazie a questa attività:

- per mettere in ordine le slide le persone devono leggere e comprendere il contenuto delle slide;
- le persone devono riscostruire la struttura logica che lega la sequenza delle slide e che costituisce lo "scheletro" informativo.

Cosa otteniamo ?

- interesse
- ingaggio
- attività e azione = esperienza
- Applicazione dei principi dell'andragogia: autonomia, indipendenza, pressioni interne come soddisfazioni e curiosità

Ecco qualche foto per capire meglio l'attività da svolgere, e se vorrete sperimentare ..... buona esperienza !


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lunedì 6 aprile 2015

Train experiential Trainer - Team 2015

Si è concluso il primo modulo del TeT - Train experiential Trainer con il Team 2015. La scuola di formazione esperienziale apre al suo secondo anno con un Team veramente affamato.

Ricordo tre anni fa quando io e Leonardo ci siamo chiesti: "ma qual è la scuola che veramente vorremmo frequentare ?" Non trovavamo risposta. "Beh ..." ci siamo detti "creiamola".

Il Gruppo, il Team diventa il "luogo" di apprendimento: non ci sono docenti e partecipanti, ma persone che credono che la condivisione ed il confronto siano la via preferenziale per apprendere.

Il primo modulo è "volato via", ci siamo incontrati al Cubo Rosso, il centro per la formazione esperienziale del Fòrema ed abbiamo iniziato il nostro "viaggio" della durata di un anno. Si sono alternate Small Techniques e Riflessioni con momenti di erogazione destrutturata dei primi e fondamentali Concetti che ci guidano nella filosofia esperienziale. Il Team è partito veramente caricandosi di grande energia: fino a novembre il viaggio è lungo e gli appuntamenti sono numerosi.

Appuntamento per la seconda tappa a fine febbraio, ed ora spazio alle immagini:
domenica 25 gennaio 2015
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Emotion Card


Già in un altro Post avevo trattato di come la formazione esperienziale forse dovrebbe essere chiamata "esperienziale-riflessiva". Dal mio punto di vista non esiste apprendimento se dopo aver vissuto l'esperienza non si mette in atto un processo di riflessione, ed il ruolo di un formatore .... o meglio di un facilitatore è spesso quello di facilitare questo processo.
Negli ultimi anni quindi, il mio interesse ed i miei studi si sono concentrati sulle fasi formative della riflessione, piuttosto che sulle esperienze (small techniques, sport e metafore varie).
Uno degli aspetti più interessanti, e forse più difficili, è quando nella riflessione ragioniamo sulle sensazioni, sugli stati d'animo e sulle emozioni provate. Senza voler approfondire in questo Post il tema Intelligenza Emotiva, per il quale rimando all'enorme letteratura presente ... mi concentrerei su come aiutare le persone a mettersi in contatto con le proprie emozioni.

Mi ha sempre colpito la difficoltà nel associare una parola allo stato d'animo: davanti alla domanda "che emozioni avete provato?" le risposte sono spesso lunghi silenzi. A prescindere dalla paura nell'esprimere un'emozione, a volte non si è capaci di distinguere e denominare le proprie emozioni.

Ho pensato quindi di "facilitare" questo processo utilizzando delle "Emotion Card". Ho identificato 48 emozioni e le ho associate ad altrettante SketchNotes. Stampate, tagliate e plastificate le presento nei momenti di riflessione e chiedo alle persone di trovare quelle che più si adattano all'emozione che hanno provato durante l'esperienza.

Ho pensato di mettere a disposizione questo strumento a chi ne volesse fare uso ... se volete le potete scaricare ai seguenti link:
Come vedrete lascio a voi decidere se volete dare un valore a questo lavoro: non mi aspetto di guadagnare dalla diffusione di questo materiale ma penso che se voi investirete anche solo 1 centesimo darete un valore allo strumento, lo realizzerete con attenzione e lo utilizzerete con cura. Se è gratuito probabilmente lo scaricherete e lo dimenticherete in una cartella del computer. Pensateci ....

Passiamo a come realizzarle:

1) stampate il PDF:



2) ritagliate le card (seguite i crocini e le linee guida):



 3) fatele plastificare in copisteria




4) ritagliatele lasciando un bordo di plastificazione di almeno 3 mm



5) utilizzatele nelle riflessioni .... e non dimenticate di mandarmi i vostri feedback:



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10 consigli per usare al meglio la lavagna a fogli mobili

Che siate formatori o gestori di una riunione, saper usare la lavagna a fogli mobili è molto importante. Mi diverto spesso a sfogliare le lavagne nelle sale riunioni delle aziende: trovo per o più vecchie lezioni di inglese, segno che la lavagna non viene utilizzata, oppure interi fogli con schizzi incomprensibili.
Sicuramente la lavagna non è usata al meglio, ma d'altronde non penso che a scuola ci abbiano mai insegnato ad usarne una in modo efficace.
Non pretendo qui di fare un corso in un post ... ma qualche consiglio può tornare utile. Ecco quindi 10 consigli per usare la meglio la lavagna a fogli mobili:
  1. Se dovete utilizzare pagine complesse, preparatele in anticipo: le persone non dovrebbero aspettare mentre le disegniamo.
  2. Se preparate molte pagine in precedenza, lasciate tra di loro dei fogli bianchi se prevedete di prendere appunti in diretta.
  3. Se dovete realizzare disegni o grafici complessi in diretta, preparate il foglio con delle tracce a matita. Il disegno una volta ultimato sarà più ordinato e professionale.
  4. Tenete una pagina finale per un riassunto della lezione. Realizzare una sintesi della lezione è importante per permettere un migliore apprendimento negli adulti.
  5. Usate la prima pagina per inserire il titolo, il tema della presentazione o le prime fasi dell'incontro (PAABMOR).
  6. Se preparate delle pagine in precedenza ricordate di lasciare molto spazio nei fogli per i commenti e le aggiunte del pubblico.
  7. Utilizzate delle lettere grandi a sufficienza affinché tutto il pubblico possa leggere.
  8. Utilizzate prevalentemente colori scuri per il testo, lasciate i colori per i grafici. Non esagerate comunque con i colori: il loro abuso provoca più confusione che chiarezza.
  9. Dopo che avete scritto o disegnato sulla lavagna mettetevi di fianco e lasciate del tempo in modo che tutti possano leggere e comprendere.
  10. Se i fogli sono bene elaborati diventano un ottimo report per i partecipanti. Fate una foto ad ogni pagina e speditele ai partecipanti
Altri consigli da parte vostra ?

Domande e apprendimento

Porsi, o porre delle buone domande è fondamentale per innescare ed attivare il processo di apprendimento. Come il ciclo dell’apprendimento mostra, la fase successiva all’Esperienza è la Riflessione, e non c’è miglior modo di innescarla se non attraverso una buona domanda. Ma qual è il valore della domanda tra la fase dell’Esperienza e della Riflessione? E soprattutto qual è il suo “processo”? Ecco la mia personalissima risposta:
 
Fase 1: Apertura. Innanzi tutto bisogna “aprirsi” a tutto quello che accade. Ogni Esperienza, ogni evento può essere significativo. Un’espressione facciale, un movimento di occhi è un comportamento, ed esprime qualche cosa. Se non mi “apro” e non mi rendo pronto a queste osservazioni, l’apprendimento non può prendere il via.
Fase 2: Consapevolezza. La nostra parte inconscia (emisfero dx) è molto brava ad accorgersi di piccoli particolari, di sfumature (= segnali deboli) che la nostra parte conscia non coglie perché impegnata nel vivere l’esperienza in modo “cognitivo”. L’emisfero dx comunica all’emisfero sx ciò che ha colto attraverso dei segnali chiamati “emozioni”. Qui nasce la nostra possibilità di “consapevolezza”: aprirsi all’ascolto emotivo e chiedersi “perché provo questa emozione?” significa accorgersi e rendersi consapevole dei segnali deboli e di tutta la comunicazione “nascosta” che gli altri ci trasmettono.
Fase 3: Domanda. La consapevolezza dell’emozione ci permette di porci domande interessanti … “quale segnale debole ho visto?”, “che cosa è successo?”, “come è successo?”. Non c’è limite alle domande che possiamo porci o porre agli altri, e tutte aiutano a “scavare” nell’esperienza e renderla un patrimonio di apprendimento. In questa fase la vera difficoltà è essere capaci di rimanere “sospesi”, senza pretendere di trovare subito le risposte. Ciò che l’emisfero dx ha visto non è ancora stato qualificato, non l’abbiamo ancora capito, conosciuto o appreso e dobbiamo modificare i nostri schemi cognitivi per dargli un valore. Quando lo troviamo abbiamo la Risposta.
Fase 4: Risposta. La Risposta è un punto di arrivo in questo processo, un punto finale. Ma per questo è un punto direi “pericoloso”. La fretta di trovare risposte potrebbe nasconderci degli apprendimenti. Siamo capaci a “sopportare” la sospensione di una domanda? L’ansia di dare risposte potrebbe essere più forte. Probabilmente dobbiamo allenarci a vivere uno stato di “sospensione” e rimanere sui primi tre momenti di questo processo il più a lungo possibile, in quanto la fase 4 esaurisce un processo di ricerca profonda.

Quindi ….. direi che siamo tutti molto allenati alla fase 4, ma dobbiamo allenarci alle fasi precedenti: allenandoci soprattutto alla sospensione della valutazione e del giudizio (propria dell’emisfero sx), per rimanere in uno stato di analisi dei segnali deboli e ... apprendere.
lunedì 15 dicembre 2014

E' disponibile in libreria "Experiential Learning - Metodi, Tecniche e Strumenti per il Debriefing"


Dopo circa un anno di lavoro è finalmente disponibile in libreria "Experiential Learning -  Metodi, Tecniche e Strumenti per il Debriefing".
Già in altri Post sottolineavo come l'efficacia della formazione esperienziale dipenda molto dalla gestione delle fasi di debriefing. Mi sono spesso chiesto se sia corretto chiamarla "esperienziale" ... probabilmente sarebbe più corretto chiamarla "Esperienziale-Riflessiva".
Questo libro nasce dalla voglia di esplorare il momento della Riflessione: come avviene, quali strumenti possiamo utilizzare per facilitare questa fondamentale fase.
 


Estraggo dall'introduzione:

La prima parte del volume approfondisce il tema dell’apprendimento e della riflessione con applicazioni operative che riguardano i processi di sviluppo delle persone e delle organizzazioni con l’intenzione di far nascere e crescere nelle lettrici e nei lettori la consapevolezza dell’importanza di imparare a imparare, di apprendere dalle esperienze significative, grazie a un processo di riflessione solido e strutturato.
La seconda parte fornisce, in modo operativo, degli strumenti testati sul campo da professionisti esperti che intenzionalmente e con profondità si interrogano giornalmente sull’utilità e le finalità degli strumenti e delle tecniche che utilizzano per poter far sempre meglio il proprio lavoro e con un
atteggiamento di curiosità nei confronti delle situazioni e dei contesti, oltre che chiaramente delle persone che incontrano giornalmente per le quali sono chiamati a investire in termini etici e professionali per la loro crescita e per il loro sviluppo.


Da formatore, abituato alla pragmaticità delle sessioni formative, apprezzo le schede pratiche di debriefing che troverete nella seconda parte del testo. Raccoglierle assieme ad un team di colleghi è stato di per sè auto-formativo. 


Ci sono voluti molti anni per comprendere che l’efficacia della formazione deriva prevalentemente dalla fase di riflessione (reviewing) e non tanto, o non solo, dall’esperienza. Risulta dunque fondamentale spostare parte delle energie dalle “attività” esperienziali d’impatto, alle fasi di riflessione strutturata. Questo libro è figlio di questa esigenza che, inevitabilmente, ci ha spinti ad attivare un progetto di ricerca in tal senso. [...]. Al formatore, a supporto della teoria di ordine scientifico, occorrono strumenti pragmatici da collaudare e verificare nella realtà professionale quotidiana. Nascono così i modelli di riflessione strutturata che troverete nelle prossime pagine.


Ho un po' di ringraziamenti da fare ....
... Cristina Ghiringhello che ha permesso tutto questo ...
.... la professoressa Monica Fedeli, che ha gestito e curato tutta la prima parte del libro ....
... i formatori che hanno contribuito con me e Leonardo alla stesura ed alla raccolta delle schede di debriefing: Julie Dinesen, Andrea Petromilli e Gert Winters ...
...  infine un grazie a Giada, che con un lavoro "nascosto" e nell'ombra a coordinato noi tutti.

Per chi è interessato ecco codice ISBN: 9788891706751, il libro è edito da Franco Angeli.

 
 
lunedì 17 novembre 2014

The SketchNoteBook

Le Sketchnote sono state per me una scoperta importante. Negli ultimi 2 anni mi accompagnano quotidianamente in numerose situazioni:
  • prendere appunti
  • progettare una riunione o un corso
  • facilitare un incontro formativo
  • studiare
  • supportare una presentazione in pubblico
  • ....
Mi sento sempre in debito con Mike Rohde, che mi ha permesso di scoprire questa fantastica tecnica.
Dopo due anni di pratica e di sperimentazioni, ma anche di erogazione di corsi sul tema, ho pensato di condensare i principi ed i metodi per realizzare le Sketchnote in un libro. Ho creato così "SketchNoteBook", un libro che cerca di rispondere alle seguenti domande:
  • cosa sono le SketchNote ?
  • Perché usarle ?
  • Quando usarle ?
  • Come realizzarle ?
il tutto realizzato rigorosamente attraverso la tecnica delle SketchNote.
Se siete curiosi, potete scaricare una preview del primo capitolo al seguente link.  
Il libro è acquistabile in formato PDF su piattaforma Gumroad al seguente link, oppure in formato cartaceo qui o ordinabile nelle librerie con il seguente ISBN: 9788891153258.
 
The Sketchnote have been for me an important discovery. In the last two years accompanied me on a daily basis in many situations:
take notes
• planning a meeting or a course
facilitate a training meeting
study
support a public presentation
....
I always feel indebted to Mike Rohde, who allowed me to discover this fantastic technique.
After two years of practice and experimentation, but also the delivery of courses on the subject, I decided to condense the principles and methods to achieve the Sketchnote in a book. I created so "SketchNoteBook," a book that seeks to answer the following questions:
What are the SketchNote?
• Why use them?
When you use them?
How to achieve them?
all made strictly through the technique of SketchNote.
If you're curious, you can download a preview of the first chapter to the following link.
The book is available in PDF format on the platform Gumroad at the following link, or in print here in bookstores or ordered with the following ISBN: 9788891153258.
domenica 16 novembre 2014

"The SketchNoteBook" is (almost) out

Nei primi giorni del 2014, mi sono appassionato nel realizzare un manuale a supporto dei corsi di Sketchnote. Ne è uscito un libro di 62 pagine, scritto tutto con la tecnica delle Sketchnote, che vuole rispondere alle seguenti domande:
  • cosa sono le Sketchnote
  • perché usarle
  • quando usarle
  • come realizzarle.
I corsi di Sketchnote svolti nei primi 6 mesi dell'anno sono stati un'ottima occasione per "testare" e migliorare il manuale.


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In questi giorni ho approfittato delle ferie estive per sistemare definitivamente il testo, e mandarlo in stampa attraverso il sito di self publishing YouCanPrint. Presto sarà disponibile in libreria sotto forma cartacea.

Per chi lo volesse in formato PDF il manuale è acquistabile sulla piattaforma Gumroad:



lunedì 1 settembre 2014

143 Visuals

Quando un paio di anni fa mi sono avvicinato al mondo delle Sketchnote non mi immaginavo che avrebbero occupato un ruolo così importante nella quotidianità. Ero incuriosito e pensavo che avrebbero potuto prendere il posto delle Mappe Mentali per organizzarmi le idee.
Oggi mi "scopro" utilizzarle praticamente ovunque per ...
- prendere appunti
- studiare
- comprendere e apprendere
- facilitare visualmente le lezioni
- facilitare le fasi di riflessione dei gruppi in formazione
- sessioni di public speaking (al posto delle slide di PowerPoint)
- realizzare progetti formativi
- progettare viaggi o escursioni
- pianificare il tempo
- pianificare giornate formative
- realizzare ToDo List
- brainstorming
 - ....

e chissà quanti altri usi senza rendermene conto.
Beh, ammetto con sincerità la grande soddisfazione nel trovarmi tra i 56 "sketchnoters" che Scott Torrance ha selezionato per il suo "143 Visuals".


Un ebook in formato PDF con una collezione di 143 "doodle" di stili diversi, realizzati appunto da 56 sketchnoters di tutto il mondo, cosnigliatissimo a chi si sta appassionando alle Sketchnote (l'ebook è scaricabile dalla piattaforma Gumroad gratuitamente per le prossime 2 settimane).

Doppio ringraziamento per Scott: oltre a includermi nel tuo testo mi ha ridato energia e carica per finire "SketchNoteBook" il mio personalissimo manuale per imparare a realizzare Sketchnote già testato negli ultimi corsi formativi.
Ancora pochi giorni e sarà online ....




martedì 19 agosto 2014

Blog Archive

The SketchNoteBook

The SketchNoteBook
il libro sulle SketchNote

Visual & SketcNote Shop

Visual & SketcNote Shop
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